Recensione di 'Ce que disent les vents' di Philippe Delaveau
Pascal Boulanger recensisce la raccolta poetica di Philippe Delaveau 'Ce que disent les vents', pubblicata da Gallimard. La prima raccolta di Delaveau, 'Eucharis' (1989), ha acceso dibattiti tra formalismo e lirismo. La sua poesia, influenzata dal sogno di diventare compositore, opera attraverso vibrazione e radiosità, impegnandosi con il tessuto luminoso del tempo. Attinge da momenti quotidiani: una mano che solleva una tenda, l'autunno in una città, il bucato a Napoli, il vento che taglia un passante, un tram di Lisbona sul mare. Ogni poesia è segnata dal viaggio e dal richiamo del reale, confrontandosi con un mondo desacralizzato mentre riecheggia lezioni di agonia e la fragile gloria del giorno. Delaveau ascolta i dettagli che vibrano dentro e fuori l'esistenza, come nei versi: 'Il corpo pesante ci riporta alla terra. Alla polvere. / Al terribile canto del silenzio e dei cipressi.' Il suo verso è ampio, attento alle variazioni del paesaggio, offrendo un'accettazione, un'apertura, un'esaltazione, un omaggio alla bellezza.
Fatti principali
- 'Ce que disent les vents' di Philippe Delaveau pubblicato da Gallimard.
- La prima raccolta 'Eucharis' (1989) ha acceso dibattiti tra formalismo e lirismo.
- Delaveau sognava di diventare compositore.
- La poesia è descritta come operante per vibrazione e radiosità.
- I temi includono il viaggio, il richiamo del reale e il mondo desacralizzato.
- Recensione di Pascal Boulanger.
- La poesia si confronta sia con l'agonia che con la fragile gloria del giorno.
- Il verso è ampio e attento alle variazioni del paesaggio.
Entità
Artisti
- Philippe Delaveau
- Pascal Boulanger
Istituzioni
- Gallimard
Luoghi
- Naples
- Lisbon
Fonti
- artpress —