I dialoghi raccolti di Philip Guston rivelano il dubbio artistico come motore creativo
Penguin Classics ha pubblicato una nuova raccolta di discussioni e dialoghi di Philip Guston intitolata 'I Paint What I Want to See', che coincide con l'apertura della sua retrospettiva rimandata a maggio. Questo volume presenta dialoghi con Harold Rosenberg e Clark Coolidge, insieme a lezioni tenute alla Boston University e alla Yale Summer School of Music and Art. Guston ha approfondito le contraddizioni presenti nelle sue opere figurative successive. In una lezione del 1971, confessò: 'Sto cercando di pensare a cosa dire'. Già nel 1960, considerava i suoi pezzi astratti 'una sorta di figurazione'. Curato da Clark Coolidge, il libro riflette le complesse intuizioni di Guston, sottolineando la sua convinzione che il dubbio arricchisse la sua arte successiva. Una nota del 1978 afferma: 'Le idee sull'arte non contano... Crollano comunque di fronte al dipinto'.
Fatti principali
- Il libro di Philip Guston 'I Paint What I Want to See' è pubblicato da Penguin Classics.
- La pubblicazione coincide con l'apertura della sua retrospettiva riprogrammata a maggio.
- Il libro raccoglie dialoghi con Harold Rosenberg, Clark Coolidge e altri.
- Guston ha insegnato alla Boston University e alla Yale Summer School of Music and Art.
- Nel 1960, durante la sua fase astratta, descrisse i suoi quadri come 'una sorta di figurazione'.
- Alla fine degli anni '60, creò dipinti di grande formato che ammise di non comprendere appieno.
- Una volta disse di un dipinto di una scarpa: 'Non so assolutamente che aspetto abbia'.
- Il libro è curato da Clark Coolidge e si basa su una raccolta del 2010.
Entità
Artisti
- Philip Guston
- Harold Rosenberg
- Clark Coolidge
- Piero della Francesca
- David Sylvester
- Dore Ashton
Istituzioni
- Penguin Classics
- Boston University
- Yale Summer School of Music and Art
- ArtReview