Le pitture intime di Philip Geiger alla Tibor deNagy Gallery esplorano gli ideali domestici
La mostra di Philip Geiger alla Tibor deNagy Gallery di New York si è tenuta dal 4 ottobre al 10 novembre 2007, presentando dipinti che raffigurano interni domestici essenziali e giovani attraenti. L'artista, laureato a Yale e originario del sud, crea opere caratterizzate da approcci intuitivi e sensuali e da una luce perlacea rivelata attraverso superfici ricche e spontanee. Il suo dipinto "A Different Shirt" del 2006 mostra una giovane donna che fissa stanze vuote oltre una composizione su un tavolo, con una ricchezza schietta di colore e pigmento. Geiger descrive il suo processo come intuitivo, lasciando che l'intensità guidi il dipinto, come notato in un saggio per la mostra del 2005 "Human Measures" all'Università dell'Indiana. Viene spesso paragonato a Fairfield Porter, sebbene Geiger eviti l'inclusione di Porter della cultura delle celebrità moderne e dei dettagli personali espliciti, concentrandosi invece su una domesticità discreta. L'ambientazione ricorrente nel suo lavoro sin dai primi anni '90 è la sua stessa casa, una sala da pranzo e un salotto di inizio Novecento, dove ventenni casualmente eleganti si impegnano in interazioni intime, spesso con le spalle rivolte allo spettatore. Titoli come "Locked House" (2007) e "Favorite Words" (2006) suggeriscono dramma, ma Geiger sostiene di non intendere una narrazione, enfatizzando momenti trovati piuttosto che costruiti. I modelli nei suoi dipinti sono pagati, e il suo lavoro riflette un concetto di bellezza ideale, posizionandolo come un intimista contemporaneo nella tradizione di Vermeer, Corot, Vuillard e Porter.
Fatti principali
- La mostra di Philip Geiger si è tenuta alla Tibor deNagy Gallery di New York dal 4 ottobre al 10 novembre 2007.
- Geiger è laureato a Yale e originario del sud, spesso visto come un outsider a New York.
- Il suo dipinto "A Different Shirt" (2006) raffigura una giovane donna che fissa stanze vuote con ricchi colori e pigmenti.
- Geiger descrive il suo processo pittorico come intuitivo, lasciando che l'intensità guidi l'opera.
- Viene paragonato a Fairfield Porter ma evita la sensibilità urbana e le inclusioni di celebrità di Porter.
- Gli interni domestici nei suoi dipinti si basano sulla sua stessa casa, raffigurata sin dai primi anni '90.
- Titoli come "Locked House" (2007) e "Favorite Words" (2006) suggeriscono dramma, sebbene Geiger neghi intenti narrativi.
- I modelli nei suoi dipinti sono pagati, e il suo lavoro si concentra sulla bellezza ideale e sulla domesticità discreta.
Entità
Artisti
- Philip Geiger
- Vermeer
- Corot
- Vuillard
- Fairfield Porter
Istituzioni
- Tibor deNagy Gallery
- Yale
- University of Indiana
Luoghi
- New York City
- United States