L'installazione 'Shkrepëtima' di Petrit Halilaj alla Fondazione Merz ricostruisce rovine dal Kosovo
La mostra 'Shkrepëtima' di Petrit Halilaj alla Fondazione Merz di Torino, in corso dal 29 ottobre al 3 febbraio, presenta un'installazione derivata da un centro culturale in rovina a Runik, in Kosovo, dove l'artista è cresciuto. L'esposizione conclude una trilogia iniziata con una performance a Runik e proseguita allo Zentrum Paul Klee. Detriti sospesi - legname, muratura e mattoni - pendono dal soffitto sopra un letto che contiene repliche in legno e argilla di manufatti neolitici rinvenuti vicino a Runik, evocando le conseguenze di un tornado. Piattaforme di legno simili a torri di guardia espongono fucili giocattolo e lavagne su tende rosse, simbolizzando l'istruzione e la tradizione perdute. Creature alate suggeriscono una potenziale rinascita, ma l'installazione sembra più un insieme di elementi scenografici che opere d'arte finite. Un film nel seminterrato documenta la performance originale, mentre i disegni in una stanza adiacente appaiono secondari. Halilaj mira a ricostruire l'identità dalle rovine culturali, attirando l'attenzione sul patrimonio trascurato della sua città natale attraverso questo lavoro ispirato all'arte povera.
Fatti principali
- La mostra 'Shkrepëtima' di Petrit Halilaj è alla Fondazione Merz di Torino
- L'esposizione è in corso dal 29 ottobre al 3 febbraio
- È la parte finale di una trilogia iniziata con una performance a Runik, Kosovo
- L'installazione include detriti da un centro culturale in rovina a Runik
- Vengono esposte repliche in legno e argilla di manufatti neolitici di Runik
- Fucili giocattolo e lavagne simbolizzano l'istruzione e la tradizione perdute
- Un film documenta la performance originale nel seminterrato
- La mostra è stata recensita nel numero di gennaio e febbraio 2019 di ArtReview
Entità
Artisti
- Petrit Halilaj
Istituzioni
- Fondazione Merz
- Zentrum Paul Klee
- ArtReview
Luoghi
- Turin
- Italy
- Runik
- Kosovo