I 'Membri fantasma dei corpi musicisti' di Peter Szendy esplorano gli arti fantasma dei musicisti
In 'Membres fantômes des corps musiciens' (Éditions de Minuit), il filosofo Peter Szendy esamina la trasformazione del corpo del musicista durante l'esecuzione. Sostiene che, suonando, il corpo del musicista sfugge a se stesso, dando origine a arti fantasma—organi fittizi ma efficaci che l'esercizio musicale fabbrica. Szendy conia il termine 'effiction' per descrivere questi organi soprannumerari: una finzione con effetti reali. Il libro traccia prove storiche e musicologiche di questi fenomeni attraverso storie di dita, piedi, telegrafia musicale e conduzione elettrica. Szendy sostiene che la musica produce corpi, invalidando l'opposizione classica tra natura e tecnica. Ogni corpo sonoro, organico o strumentale, è fittizio, fabbricato e 'aréalisé' (irrealizzato). La musica è originariamente disseminante, disarticolando il corpo del musicista per creare spazio di risonanza, e il corpo strumentale è progettato per questo scopo. Ciò che la musica compone non sono note o suoni ma lo scioglimento dei corpi, sollevando la questione di come rifare un corpo da membra sparse. La recensione di Bastien Gallet su artpress evidenzia la tesi di Szendy secondo cui la musica ricompone sempre i corpi.
Fatti principali
- Peter Szendy è l'autore di 'Membres fantômes des corps musiciens'
- Il libro è pubblicato da Éditions de Minuit
- Szendy introduce il concetto di 'effiction'
- Il libro esplora gli arti fantasma dei musicisti durante l'esecuzione
- Szendy sostiene che la musica produce corpi e invalida l'opposizione natura/tecnica
- La recensione è stata scritta da Bastien Gallet
- La recensione è apparsa su artpress nel febbraio 2003
- Il libro traccia prove storiche attraverso dita, piedi, telegrafia e conduzione elettrica
Entità
Artisti
- Peter Szendy
- Bastien Gallet
Istituzioni
- Éditions de Minuit
- artpress
Fonti
- artpress —