Il 'Kant chez les extraterrestres' di Peter Szendy esplora la vita aliena nella filosofia
Nel suo libro 'Kant chez les extraterrestres: Philosofictions cosmopolitiques', pubblicato da Les Éditions de Minuit, il filosofo Peter Szendy sposta l'attenzione dalla musica e dall'ascolto al ruolo della vita extraterrestre nella filosofia politica. Sostiene che l'ipotesi di esseri alieni sia essenziale per pensatori come Immanuel Kant e Carl Schmitt, fungendo non da semplice metafora ma da strumento concettuale per esplorare i limiti del pensiero umano e del cosmopolitismo. Szendy traccia la figura dell'extraterrestre nell'opera di Kant dal 1755 con 'Storia universale della natura e teoria del cielo' attraverso la 'Critica del giudizio' e 'Antropologia dal punto di vista pragmatico', dove gli alieni diventano un modello per definire la fisionomia morale umana. Si rivolge poi a Carl Schmitt, il cui concetto di 'nomos' è messo in discussione dalla conquista spaziale e dall'idea di uno spazio cosmico libero come condizione per una legge globale. Szendy conia il termine 'filosofiction' per descrivere questo metodo di utilizzo di mondi immaginari per il lavoro concettuale. Il libro sostiene che l'occupazione del cosmo da parte dell'umanità elimina il politico, poiché l'umanità non ha nemici nello spazio.
Fatti principali
- Il libro di Peter Szendy 'Kant chez les extraterrestres: Philosofictions cosmopolitiques' è stato pubblicato da Les Éditions de Minuit.
- Il libro esamina il ruolo della vita extraterrestre nella filosofia di Immanuel Kant e Carl Schmitt.
- Szendy sostiene che l'ipotesi degli alieni non è una metafora ma un necessario strumento concettuale per questi pensatori.
- Kant menzionò per la prima volta la vita extraterrestre nel 1755 in 'Storia universale della natura e teoria del cielo'.
- La figura riappare nella 'Critica del giudizio' e in 'Antropologia dal punto di vista pragmatico' di Kant.
- Il concetto di 'nomos' di Carl Schmitt è discusso in relazione alla conquista spaziale e alla necessità di uno spazio cosmico libero.
- Szendy introduce il termine 'filosofiction' per descrivere l'uso di mondi immaginari nel ragionamento filosofico.
- Il libro conclude che l'occupazione del cosmo da parte dell'umanità elimina il politico, poiché l'umanità non ha nemici nello spazio.
Entità
Artisti
- Peter Szendy
Istituzioni
- Les Éditions de Minuit
Fonti
- artpress —