L'eredità distintiva della critica d'arte di Peter Schjeldahl al The New Yorker
Peter Schjeldahl (1942–2022) sviluppò una voce unica nella critica d'arte durante il suo incarico al The New Yorker, iniziato nel 1998. Il suo approccio rifiutava il gergo convenzionale del mondo dell'arte e le opinioni che stabiliscono l'agenda a favore di risposte altamente personali e poetiche. Il primo contributo significativo di Schjeldahl alla rivista fu una recensione della mostra Victorian Fairy Painting alla Frick Collection nel 1998, dove il suo linguaggio distintivo includeva frasi come 'esseri fatati di garza' e 'stordimento psicosociale'. Si posizionò come un 'poeta-critico' la cui scrittura rifletteva un coinvolgimento individualistico ed espressionistico con l'arte piuttosto che rivolgersi a un pubblico più ampio. In quella recensione del 1998, Schjeldahl dichiarò l'arte moderna 'finita' e suggerì che il futuro sarebbe appartenuto ad artisti guidati da 'stranezze e desideri' personali, un'affermazione che descriveva anche il suo stesso metodo critico. Il suo lavoro incanalò la transizione dal declino del modernismo alle direzioni artistiche emergenti, operando come un 'medium' piuttosto che un critico tradizionale. A differenza di contemporanei come Christopher Hitchens, la scrittura di Schjeldahl non generava discussioni settimanali diffuse ma offriva una prospettiva singolare radicata nelle tradizioni romantiche. La sua critica enfatizzava l'esperienza soggettiva dello scrittore e l'arte linguistica rispetto al commento culturale o all'ingegneria concettuale.
Fatti principali
- Peter Schjeldahl era un critico d'arte che scriveva per The New Yorker.
- Iniziò a scrivere per The New Yorker nel 1998.
- Il primo pezzo importante di Schjeldahl per la rivista recensì la mostra Victorian Fairy Painting alla Frick Collection.
- Descriveva il suo approccio come quello di un 'poeta-critico'.
- Nel 1998, Schjeldahl dichiarò l'arte moderna 'finita'.
- Credeva che il futuro dell'arte dipendesse dalle 'stranezze e desideri' personali degli artisti.
- La sua scrittura evitava il gergo del mondo dell'arte e le opinioni che stabiliscono l'agenda.
- La sua critica era caratterizzata da un linguaggio altamente personale e poetico.
Entità
Artisti
- Peter Schjeldahl
- Christopher Hitchens
Istituzioni
- The New Yorker
- Frick Collection
Luoghi
- New York
- United States