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Peter Brook sul teatro, la redenzione e The Prisoner al Romaeuropa Festival

festival-fair · 2026-05-04

In vista della prima romana di The Prisoner al Teatro Vittoria (11-20 ottobre), Peter Brook riflette sulle origini del suo nuovo spettacolo. L'opera, co-scritta e co-diretta con Marie-Hélène Estienne, è incentrata su un uomo seduto davanti a un'enorme prigione in un paesaggio desertico – una scena ispirata dall'incontro di Brook in Afghanistan con un giovane colpevole di un crimine innominabile. Brook spiega che lo spettacolo esplora i temi della colpa, della punizione, della liberazione, della pace, del perdono, dell'amore e dell'odio, suggerendo che la prigionia è sia concreta che interiore. Contrappone i sistemi punitivi a una storia di redenzione aborigena in Australia, dove un prigioniero mutilato che sopravvive da solo su una collina viene riaccolto dalla sua comunità. Brook insiste sul fatto che il ruolo del teatro non è insegnare ma provocare domande personali; evita dibattiti post-spettacolo, valorizzando la riflessione individuale. Discute il suo processo collaborativo con Estienne dal 1976, sottolineando l'importanza dei workshop rispetto ai provini per scoprire attori. Brook elogia Shakespeare, Cechov e Beckett per la 'risonanza' dei loro testi – una qualità che permette agli attori di scoprire qualcosa di nuovo a ogni rappresentazione. Liquida i drammaturghi alla moda che scrivono per esprimere se stessi piuttosto che per gli attori, e rifiuta di impegnarsi in dibattiti sull'identità di Shakespeare, concentrandosi invece sulla capacità dei 36 drammi di contenere tutti gli aspetti della vita umana.

Fatti principali

  • The Prisoner va in scena al Teatro Vittoria di Roma dall'11 al 20 ottobre.
  • Lo spettacolo è co-scritto e co-diretto da Peter Brook e Marie-Hélène Estienne.
  • L'ispirazione di Brook è venuta da un incontro negli anni '70 in Afghanistan con un giovane prigioniero.
  • Lo spettacolo presenta cinque attori e affronta i temi della colpa, della punizione, della liberazione, della pace, del perdono, dell'amore e dell'odio.
  • Brook racconta una storia aborigena di 50 anni fa su un prigioniero che ha raggiunto la redenzione attraverso la sopravvivenza.
  • Brook collabora con Estienne dal 1976; lei ha iniziato come sua assistente ed è ora co-autrice e co-regista.
  • Brook preferisce i workshop ai provini per il casting.
  • Cita Shakespeare, Cechov e Beckett come autori i cui testi possiedono 'risonanza'.
  • Brook rifiuta di impegnarsi in dibattiti sull'identità di Shakespeare.
  • L'intervista è stata condotta da Alessandra Cava e Chiara Pirri.

Entità

Artisti

  • Peter Brook
  • Marie-Hélène Estienne
  • William Shakespeare
  • Anton Chekhov
  • Samuel Beckett
  • Jean-Claude Carrière

Istituzioni

  • Romaeuropa Festival
  • Teatro Vittoria

Luoghi

  • Rome
  • Italy
  • Paris
  • France
  • Afghanistan
  • Australia

Fonti