Pericle Guaglianone sostiene che l'arte contemporanea celebra la bellezza, non la rifiuta
In un saggio polemico su Artribune, il critico Pericle Guaglianone sostiene che l'arte contemporanea è spesso accusata ingiustamente di rifiutare la bellezza, mentre in realtà ne ha ridefinito il concetto separandolo dalla mera attrattiva o 'cosmesi'. Traccia un parallelo con l'abuso del termine 'cattiveria' nel commento calcistico per illustrare una più ampia sciatteria lessicale. Guaglianone richiama la distinzione di Ulay tra 'estetica senza etica' e 'cosmesi', e cita la frase di André Breton dal Manifesto del Surrealismo del 1924: 'La bellezza sarà convulsa o non sarà'. Afferma che artisti canonici contemporanei come Marcel Duchamp, Ana Mendieta ed Emilio Prini incarnano questa bellezza convulsa. Il saggio critica lo stigma attorno alla parola 'bellezza' tra i professionisti dell'arte, attribuendolo a una confusione con 'avvenenza'. Guaglianone fa riferimento alla recente controversia sull'ex presidente della Biennale di Venezia Roberto Cicutto, che auspicava una Biennale 'bella', sostenendo che i critici lo hanno frainteso. Traccia le radici filosofiche nella dicotomia nietzschiana tra dionisiaco e apollineo, notando che la storia dell'arte del Novecento ha favorito artisti non avvenenti come il Tiziano tardo, i manieristi e Caravaggio rispetto a quelli 'apollinei' come Raffaello, Tiepolo e Guido Reni. Il saggio avverte che abbandonare il termine 'bellezza' significa cederlo ai formalisti che lo equiparano alla mera graziosità.
Fatti principali
- Pericle Guaglianone ha scritto il saggio per Artribune nel settembre 2024.
- Il saggio sostiene che l'arte contemporanea ha ridefinito la bellezza, non l'ha rifiutata.
- Guaglianone paragona la sciatteria lessicale nel commento calcistico a quella nella critica d'arte.
- Cita la distinzione di Ulay tra estetica senza etica e cosmesi.
- Viene invocata la frase di André Breton dal Manifesto del Surrealismo del 1924: 'La bellezza sarà convulsa o non sarà'.
- Marcel Duchamp, Ana Mendieta ed Emilio Prini sono citati come esempi di bellezza convulsa.
- L'auspicio di Roberto Cicutto per una Biennale 'bella' ha suscitato controversie.
- La dicotomia nietzschiana tra dionisiaco e apollineo è citata come sfondo filosofico.
- La storia dell'arte del Novecento ha favorito artisti non avvenenti come il Tiziano tardo, i manieristi e Caravaggio.
- Il saggio avverte che abbandonare 'bellezza' significa cedere il termine ai formalisti.
Entità
Artisti
- Pericle Guaglianone
- Ulay
- André Breton
- Marcel Duchamp
- Ana Mendieta
- Emilio Prini
- Roberto Cicutto
- Friedrich Nietzsche
- Titian
- Caravaggio
- Raphael
- Giovanni Battista Tiepolo
- Guido Reni
- Helmut Newton
- Ed Keinholz
- Edgard Varèse
- Gianni Brera
- Carlo Emilio Gadda
- Albert Camus
- Pier Paolo Pasolini
- Immanuel Kant
- Heraclitus
- Johann Joachim Winckelmann
Istituzioni
- Artribune
- Venice Biennale
- MACRO (Museo d'Arte Contemporanea di Roma)
Luoghi
- Rome
- Italy