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Pericle Guaglianone sostiene che l'arte contemporanea celebra la bellezza, non la rifiuta

opinion-review · 2026-04-26

In un saggio polemico su Artribune, il critico Pericle Guaglianone sostiene che l'arte contemporanea è spesso accusata ingiustamente di rifiutare la bellezza, mentre in realtà ne ha ridefinito il concetto separandolo dalla mera attrattiva o 'cosmesi'. Traccia un parallelo con l'abuso del termine 'cattiveria' nel commento calcistico per illustrare una più ampia sciatteria lessicale. Guaglianone richiama la distinzione di Ulay tra 'estetica senza etica' e 'cosmesi', e cita la frase di André Breton dal Manifesto del Surrealismo del 1924: 'La bellezza sarà convulsa o non sarà'. Afferma che artisti canonici contemporanei come Marcel Duchamp, Ana Mendieta ed Emilio Prini incarnano questa bellezza convulsa. Il saggio critica lo stigma attorno alla parola 'bellezza' tra i professionisti dell'arte, attribuendolo a una confusione con 'avvenenza'. Guaglianone fa riferimento alla recente controversia sull'ex presidente della Biennale di Venezia Roberto Cicutto, che auspicava una Biennale 'bella', sostenendo che i critici lo hanno frainteso. Traccia le radici filosofiche nella dicotomia nietzschiana tra dionisiaco e apollineo, notando che la storia dell'arte del Novecento ha favorito artisti non avvenenti come il Tiziano tardo, i manieristi e Caravaggio rispetto a quelli 'apollinei' come Raffaello, Tiepolo e Guido Reni. Il saggio avverte che abbandonare il termine 'bellezza' significa cederlo ai formalisti che lo equiparano alla mera graziosità.

Fatti principali

  • Pericle Guaglianone ha scritto il saggio per Artribune nel settembre 2024.
  • Il saggio sostiene che l'arte contemporanea ha ridefinito la bellezza, non l'ha rifiutata.
  • Guaglianone paragona la sciatteria lessicale nel commento calcistico a quella nella critica d'arte.
  • Cita la distinzione di Ulay tra estetica senza etica e cosmesi.
  • Viene invocata la frase di André Breton dal Manifesto del Surrealismo del 1924: 'La bellezza sarà convulsa o non sarà'.
  • Marcel Duchamp, Ana Mendieta ed Emilio Prini sono citati come esempi di bellezza convulsa.
  • L'auspicio di Roberto Cicutto per una Biennale 'bella' ha suscitato controversie.
  • La dicotomia nietzschiana tra dionisiaco e apollineo è citata come sfondo filosofico.
  • La storia dell'arte del Novecento ha favorito artisti non avvenenti come il Tiziano tardo, i manieristi e Caravaggio.
  • Il saggio avverte che abbandonare 'bellezza' significa cedere il termine ai formalisti.

Entità

Artisti

  • Pericle Guaglianone
  • Ulay
  • André Breton
  • Marcel Duchamp
  • Ana Mendieta
  • Emilio Prini
  • Roberto Cicutto
  • Friedrich Nietzsche
  • Titian
  • Caravaggio
  • Raphael
  • Giovanni Battista Tiepolo
  • Guido Reni
  • Helmut Newton
  • Ed Keinholz
  • Edgard Varèse
  • Gianni Brera
  • Carlo Emilio Gadda
  • Albert Camus
  • Pier Paolo Pasolini
  • Immanuel Kant
  • Heraclitus
  • Johann Joachim Winckelmann

Istituzioni

  • Artribune
  • Venice Biennale
  • MACRO (Museo d'Arte Contemporanea di Roma)

Luoghi

  • Rome
  • Italy

Fonti