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Perché l’arte contemporanea non sa più confrontarsi col presente?

opinion-review · 2026-04-26

In un editoriale su Artribune, Christian Caliandro sostiene che l'arte contemporanea ha perso la capacità di confrontarsi con il presente a causa di una sistematica deresponsabilizzazione collettiva e dell'adeguamento ai dettami dell'industria culturale. Critica il legame tra arte e politica, screditato dagli anni Ottanta, e l'identificazione dell'arte con beni di consumo, quantificabili e scambiabili, rispondendo solo alla logica del mercato. Cita Germano Celant, che nel 2008 descrisse il processo di adattamento dell'arte al prodotto di consumo. Caliandro afferma che, di fronte a sterminio e genocidio concepiti come fonti di guadagno nel turbocapitalismo, l'arte è sprovvista di strumenti seri perché condivide lo stesso sistema di valori. Propone di ripartire da Guernica, George Orwell, Hans Haacke, Philip Guston e Apocalypse Now per capire cosa l'arte può fare in situazioni traumatiche.

Key facts

  • L'arte contemporanea non sa confrontarsi col presente a causa di deresponsabilizzazione collettiva.
  • Il legame tra arte e politica è screditato dagli anni Ottanta.
  • Arte e cultura si adeguano ai dettami dell'industria culturale, diventando beni di consumo.
  • Germano Celant nel 2008 descrisse l'adattamento dell'arte al prodotto di consumo.
  • Il turbocapitalismo concepisce sterminio e genocidio come fonti di guadagno.
  • L'arte condivide il sistema di valori della macchina politico-social-militare-economica.
  • Caliandro propone di ripartire da Guernica, Orwell, Haacke, Guston e Apocalypse Now.
  • L'articolo è pubblicato su Artribune nel 2025.

Entities

Artists

  • Christian Caliandro
  • Germano Celant
  • Hans Haacke
  • Philip Guston
  • George Orwell

Institutions

  • Artribune
  • Accademia di Belle Arti di Firenze
  • Symbola Fondazione per le Qualità italiane
  • Feltrinelli

Locations

  • Italia
  • Milano

Sources