La Dysphoria Mundi di Paul Preciado criticata per analogie imbarazzanti e problemi politici
Hannah Proctor recensisce il nuovo libro di Paul Preciado Dysphoria Mundi, criticandone le metafore autoindulgenti e i paragoni politicamente problematici. Preciado, noto per Testo Junkie, usa la pandemia di COVID-19 come lente per discutere la disforia di genere e la disforia planetaria, ma le sue analogie – come equiparare il lockdown alla detenzione dei migranti – vengono definite oscene. L'impalcatura teorica del libro si basa su pensatori datati come Derrida e Foucault, ignorando i recenti studi queer. Proctor nota la prospettiva privilegiata di Preciado come europeo di classe media con lavoro e alloggio sicuri, il che mina le sue affermazioni di solidarietà. La sezione finale, una lettera agli attivisti, mostra umiltà ma arriva troppo tardi. Pubblicato su ArtReview.
Fatti principali
- La Dysphoria Mundi di Paul Preciado è recensita da Hannah Proctor su ArtReview.
- Il libro è strutturato in tre parti, mescolando memoir e manifesto.
- Preciado riappropria il termine 'disforia' per descrivere la condizione planetaria contemporanea.
- Paragona la sua esperienza di lockdown alla detenzione dei migranti, definendo le case 'prigioni' e i telefoni 'carcerieri'.
- Proctor definisce le analogie 'imbarazzanti' e 'politicamente problematiche'.
- I riferimenti teorici di Preciado includono Derrida, Foucault e Lyotard, considerati datati.
- La sezione finale del libro è una 'lettera a un attivista' che esprime umiltà.
- Proctor è una storica della psichiatria radicale all'Università di Strathclyde.
Entità
Artisti
- Paul Preciado
- Hannah Proctor
- Maxi Wallenhorst
- Jordy Rosenberg
- Jules Gill-Peterson
Istituzioni
- ArtReview
- University of Strathclyde
Luoghi
- Berlin
- Germany
- Wuhan
- China
- Greece
- Lesbos
- Calais
- Lampedusa
- Ceuta
- Tijuana
- United States