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La Dysphoria Mundi di Paul Preciado criticata per analogie imbarazzanti e problemi politici

opinion-review · 2026-04-24

Hannah Proctor recensisce il nuovo libro di Paul Preciado Dysphoria Mundi, criticandone le metafore autoindulgenti e i paragoni politicamente problematici. Preciado, noto per Testo Junkie, usa la pandemia di COVID-19 come lente per discutere la disforia di genere e la disforia planetaria, ma le sue analogie – come equiparare il lockdown alla detenzione dei migranti – vengono definite oscene. L'impalcatura teorica del libro si basa su pensatori datati come Derrida e Foucault, ignorando i recenti studi queer. Proctor nota la prospettiva privilegiata di Preciado come europeo di classe media con lavoro e alloggio sicuri, il che mina le sue affermazioni di solidarietà. La sezione finale, una lettera agli attivisti, mostra umiltà ma arriva troppo tardi. Pubblicato su ArtReview.

Fatti principali

  • La Dysphoria Mundi di Paul Preciado è recensita da Hannah Proctor su ArtReview.
  • Il libro è strutturato in tre parti, mescolando memoir e manifesto.
  • Preciado riappropria il termine 'disforia' per descrivere la condizione planetaria contemporanea.
  • Paragona la sua esperienza di lockdown alla detenzione dei migranti, definendo le case 'prigioni' e i telefoni 'carcerieri'.
  • Proctor definisce le analogie 'imbarazzanti' e 'politicamente problematiche'.
  • I riferimenti teorici di Preciado includono Derrida, Foucault e Lyotard, considerati datati.
  • La sezione finale del libro è una 'lettera a un attivista' che esprime umiltà.
  • Proctor è una storica della psichiatria radicale all'Università di Strathclyde.

Entità

Artisti

  • Paul Preciado
  • Hannah Proctor
  • Maxi Wallenhorst
  • Jordy Rosenberg
  • Jules Gill-Peterson

Istituzioni

  • ArtReview
  • University of Strathclyde

Luoghi

  • Berlin
  • Germany
  • Wuhan
  • China
  • Greece
  • Lesbos
  • Calais
  • Lampedusa
  • Ceuta
  • Tijuana
  • United States

Fonti