Patrick Vauday, 'La décolonisation du tableau': le dimensioni politiche della pittura ottocentesca
In 'La décolonisation du tableau' (Éditions du Seuil), il filosofo Patrick Vauday sostiene che la pittura dell'Ottocento abbia anticipato uno sguardo decolonizzato. Attraverso analisi di Delacroix, Gauguin e Monet, egli afferma che la rappresentazione pittorica porta con sé un significato politico che va oltre l'estetica. Le 'Donne di Algeri nei loro appartamenti' di Delacroix sfrutta il cliché orientalista ma rivela le donne come soggetti indimenticabili in uno spazio intimo, sfidando sia lo sguardo maschile che quello coloniale. Gauguin si oppose al monopolio rappresentativo europeo incorporando figure decorative e abbandonando la prospettiva, aprendo l'arte occidentale a sensibilità escluse. Per Monet, il cui rapporto con il Giappone (mai colonizzato) viene esaminato, la decolonizzazione significava liberare lo sguardo da qualsiasi punto di vista fisso. L'ipotesi di Vauday: la pittura può resistere agli ordini politici gerarchici che classificano territori, popoli e culture.
Fatti principali
- Titolo del libro: 'La décolonisation du tableau'
- Autore: Patrick Vauday
- Editore: Éditions du Seuil
- Pubblicato nel 2006
- Esamina tre pittori: Delacroix, Gauguin, Monet
- Si concentra sull'arte dell'Ottocento
- Le 'Donne di Algeri nei loro appartamenti' di Delacroix
- Gauguin si oppose al monopolio rappresentativo europeo
- Il rapporto di Monet con il Giappone
- Recensione di Jérôme Lebrun su artpress
Entità
Artisti
- Patrick Vauday
- Eugène Delacroix
- Paul Gauguin
- Claude Monet
- Jérôme Lebrun
Istituzioni
- Éditions du Seuil
- artpress
Luoghi
- France
- Algeria
- Japan
Fonti
- artpress —