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Il 'Le corps à l'épreuve de l'installation-projection' di Pascale Weber esplora l'arte immersiva

publication · 2026-04-23

Il libro di Pascale Weber 'Le corps à l'épreuve de l'installation-projection' esamina il genere ibrido dell'installazione-proiezione, che fonde la fantasmagoria storica e gli spettacoli di lanterna magica con le arti visive. Weber distingue questa forma dalle installazioni video o multimediali, enfatizzando la sua disposizione spaziale relazionale di oggetti e immagini, in cui il corpo del visitatore è immerso e coinvolto. Il libro traccia un percorso dalla scenografia a scatola nera associata alla fotografia e alle figure concave, fino alle proiezioni luminose che avvolgono i corpi e alle nuove tecnologie. Posiziona l'installazione-proiezione come un viaggio nella memoria attraverso la storia dell'arte, tra reminiscenza e anticipazione, trasformando il passato e fungendo da laboratorio per il futuro, favorendo connessioni trasversali tra arti visive e performative. L'opera presenta una forma d'arte maggiore che colpisce il 'sensatore' – non come spettacolo o visita, ma come esperienza, rischiando talvolta che lo spettatore diventi una cavia. Questo spazio chiuso di sperimentazione sensoriale mantiene un rapporto ambivalente con gli spazi museali istituzionali. Dopo la land art, l'opera non occupa più un luogo, ma lo costituisce come spazio da abitare da parte del corpo del sensatore. Il libro è scritto da Isabelle Rieusset-Lemarié.

Fatti principali

  • Il libro di Pascale Weber 'Le corps à l'épreuve de l'installation-projection' analizza l'installazione-proiezione come forma d'arte ibrida.
  • L'installazione-proiezione fonde la fantasmagoria storica e gli spettacoli di lanterna magica con le arti visive.
  • Weber distingue l'installazione-proiezione dalle installazioni video o multimediali per la sua disposizione spaziale relazionale.
  • Il corpo del visitatore è immerso e coinvolto come 'sensatore' che esperisce l'opera piuttosto che assistere a uno spettacolo.
  • Il libro traccia un percorso dalla scenografia a scatola nera con figure concave alle proiezioni luminose che avvolgono corpi e tecnologia.
  • L'installazione-proiezione è posizionata come un viaggio nella memoria tra reminiscenza e anticipazione.
  • La forma favorisce connessioni trasversali tra arti visive e performative.
  • L'opera mantiene un rapporto ambivalente con gli spazi museali istituzionali.

Entità

Artisti

  • Pascale Weber
  • Isabelle Rieusset-Lemarié

Istituzioni

  • artpress

Fonti