La fotografia di Park Chanmin e Keum Hyewŏn critica la trasformazione urbana della Corea del Sud
Un articolo pubblicato su ARTMargins il 15 ottobre 2024 esamina la fotografia contemporanea sudcoreana che reinterpreta gli ambienti urbani per criticare le trasformazioni spaziali in corso. I fotografi Park Chanmin e Keum Hyewŏn catturano paesaggi cittadini dominati da palazzi residenziali, cantieri e grattacieli, ma notevolmente privi di presenza umana, producendo immagini visivamente banali. Il loro uso di tecniche digitali serve ad anonimizzare e svuotare questi spazi, accentuando un senso di monotonia e scoraggiando un'interazione più profonda. Queste opere, caratterizzate dall'attenzione all'ordinario all'interno di un quadro capitalista, riflettono la mercificazione delle aree urbane e il legame indebolito tra spazi astratti e individui. Lo studio collega i loro approcci a precedenti fotografi sudcoreani e a pratiche simili in Asia orientale, arricchendo il dibattito più ampio. Questo articolo appare in ARTMargins Volume 13, Numero 3, pagine 36-55, accessibile tramite MIT Press con un abbonamento.
Fatti principali
- L'articolo è stato pubblicato il 15 ottobre 2024.
- Si concentra sulla fotografia sudcoreana del XXI secolo.
- I fotografi Park Chanmin e Keum Hyewŏn sono centrali nello studio.
- Le immagini raffigurano paesaggi urbani con complessi residenziali, cantieri e grattacieli ma senza persone.
- Viene utilizzata la manipolazione digitale per anonimizzare e svuotare lo spazio fotografico.
- Viene applicato il concetto di banalità, che coinvolge la quotidianità sotto il capitalismo e una mancanza di profondità.
- Il lavoro critica la mercificazione dello spazio urbano e le relazioni umane in Corea del Sud.
- L'articolo appare in ARTMargins Volume 13, Numero 3, pagine 36-55.
Entità
Artisti
- Park Chanmin
- Keum Hyewŏn
- Boyoung Chang
Istituzioni
- ARTMargins
- MIT Press
Luoghi
- South Korea
- East Asia