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Paris Photo 2012: L'immagine dopo la fotografia

opinion-review · 2026-04-23

Un dialogo tra Dominique Baqué e Régis Durand, pubblicato su artpress nell'ottobre 2012, esamina la trasformazione della fotografia nell'era digitale. Baqué sostiene che il paradigma del 'momento decisivo' del fotogiornalismo è obsoleto e che la fotografia 'plasticienne' è diventata storicizzata, con immagini digitali che appaiono lisce e intercambiabili. Cita la prima guerra in Iraq e la distruzione delle Torri Gemelle come punti di svolta in cui le immagini su schermo hanno sostituito la testimonianza fotografica, notando il ruolo dei telefoni con fotocamera nelle proteste iraniane e nelle rivoluzioni arabe. Durand osserva che le immagini fisse sono spesso ora catture da flussi video o telecamere di sorveglianza, perdendo la tensione unica della fotografia tra presenza e assenza. Loda la qualità spettrale di tali immagini, come si vede nell'installazione di Dorothée Smith al Le Fresnoy (2012). Entrambi concordano che il valore di verità della fotografia persiste nella pratica documentaria, ma Baqué mette in guardia contro l'ingenua oggettività, citando il concetto di Thierry Garrel del documentario come 'macchina per pensare'. Evidenzia i professionisti contemporanei Allan Sekula, Gilles Saussier, Marc Pataut, Stanley Green, Raymond Depardon e Guillaume Herbaut. Durand indica Andreas Gursky e Thomas Ruff come esempi di tecnologia al servizio di una visione critica, mentre Baqué lamenta i molti imitatori. La conversazione conclude che la doppia natura della fotografia – la sua capacità di fungere sia da medium che da atto critico – garantisce la sua rilevanza, anche mentre proliferano nuove forme di immagine.

Fatti principali

  • Pubblicato su artpress nell'ottobre 2012.
  • Dialogo tra Dominique Baqué e Régis Durand.
  • Baqué dichiara morto il paradigma del 'momento decisivo' del fotogiornalismo.
  • La prima guerra in Iraq e l'11 settembre citati come punti di svolta per le immagini su schermo.
  • Menzionata l'immagine con telefono cellulare di Neda Agha-Soltan durante le proteste iraniane.
  • Installazione di Dorothée Smith al Le Fresnoy (2012) che utilizza telecamere termiche.
  • Citata l'immagine di Samuel Aranda, vincitore del World Press Photo 2012, di Fatima al-Qaws e suo figlio Said in Yemen.
  • Andreas Gursky e Thomas Ruff lodati per l'uso della tecnologia avanzata per una visione critica.
  • La pratica documentaria evidenziata come la più vitale, con professionisti tra cui Allan Sekula, Gilles Saussier, Marc Pataut, Stanley Green, Raymond Depardon e Guillaume Herbaut.
  • La frase 'macchina per pensare' di Thierry Garrel usata per descrivere il documentario.
  • Raccomandato il libro 'Le Réel de la photographie' di Arnaud Claass (Filigranes Editions).

Entità

Artisti

  • Dominique Baqué
  • Régis Durand
  • Dorothée Smith
  • Samuel Aranda
  • Fatima al-Qaws
  • Said
  • Peter Arnett
  • Andreas Gursky
  • Thomas Ruff
  • Clement Greenberg
  • Thierry Garrel
  • Allan Sekula
  • Gilles Saussier
  • Marc Pataut
  • Stanley Green
  • Raymond Depardon
  • Guillaume Herbaut
  • Arnaud Claass
  • Jean Baudrillard

Istituzioni

  • artpress
  • CNN
  • Le Fresnoy
  • World Press Photo
  • Filigranes Editions

Luoghi

  • Paris
  • France
  • Iraq
  • Baghdad
  • New York City
  • United States
  • Iran
  • Yemen
  • Arab world

Fonti