La mostra 'Turandot' della Parasol Unit riconquista le narrazioni dell'Asia centrale a Palazzo Franchetti
La fondazione Parasol unit per l'arte contemporanea presenterà 'TURANDOT: To the Daughters of the East' presso ACP–Palazzo Franchetti a Venezia, dal 9 maggio al 31 ottobre 2026. Curata da Ziba Ardalan, questa mostra rilegge Turandot, inizialmente principessa slava nell''Haft Paykar' di Nizami e poi trasformata in principessa cinese nell'opera di Puccini del 1926. L'attenzione è sul territorio storico di Turan, che comprende gli odierni Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Undici artiste esplorano le narrazioni culturali e politiche della regione, con opere significative come 'Hot Spot' di Mona Hatoum, 'Return Policy' di Nazira Karimi, 'Opium House Tears' di Afruz Amighi e il film '18,000 worlds' di Saodat Ismailova. Cleo Roberts-Komireddi recensisce la mostra.
Fatti principali
- La mostra 'TURANDOT: To the Daughters of the East' si tiene dal 9 maggio al 31 ottobre 2026 presso ACP–Palazzo Franchetti, Venezia.
- Curata da Ziba Ardalan della fondazione Parasol unit per l'arte contemporanea.
- Presenta 11 artiste: Mona Hatoum, Nazira Karimi, Afruz Amighi, Huma Bhabha, Daria Kim, Madina Joldybek, Saodat Ismailova e altre.
- Turandot ha origine dal poema persiano 'Haft Paykar' di Nizami come principessa slava Nasrin Nush.
- Il personaggio è stato orientalizzato nell'Europa del XVIII secolo e poi nell'opera 'Turandot' di Puccini (1926).
- La regione Turan storicamente includeva parti di Afghanistan, Pakistan e Turchia; ora comprende Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan.
- 'Return Policy' (2019) di Nazira Karimi critica le pratiche della dote e le spose restituite in Tagikistan.
- 'Opium House Tears' (2024) di Afruz Amighi fa riferimento al traffico di oppio utilizzando astucci di penne Bic come pipe improvvisate.
- '1937' (2025) di Daria Kim affronta la deportazione forzata delle comunità Koryo-saram in Uzbekistan da parte di Stalin.
- 'Milk Road' (2025–26) di Madina Joldybek onora le donne kazake colpite dalla campagna sovietica 'Hujum' del 1927.
- '18,000 worlds' (2023) di Saodat Ismailova esplora l'identità post-sovietica con filmati dal Kazakistan e dall'Uzbekistan.
- Recensione di Cleo Roberts-Komireddi, storica dell'arte con sede a Londra.
Entità
Artisti
- Mona Hatoum
- Nazira Karimi
- Afruz Amighi
- Huma Bhabha
- Daria Kim
- Madina Joldybek
- Saodat Ismailova
- Khristofor Kan
- Anatoly Ligay
- Cleo Roberts-Komireddi
- Giacomo Puccini
- Ziba Ardalan
- Lida Abdul
- Farideh Lashai
- Tala Madani
- Hera Büyüktaşciyan
- Nezami Ganjavi
- Lewis Carroll
- Mohammad Mossadegh
- Aldo Premoli
Istituzioni
- Parasol unit foundation for contemporary art
- ACP–Palazzo Franchetti
- La Scala
- Palazzo Cavalli-Franchetti
- Whitney Museum of American Art
- Swiss Institute
- Columbia University
- David Kordansky Gallery
- Aspan Gallery
- MdbK Leipzig
- Farideh Lashai Foundation
- Artribune
Luoghi
- Venice
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