Paolo Ciregia sulla guerra in Ucraina, la fotografia e la propaganda
Il fotografo italiano Paolo Ciregia (nato nel 1987 a Viareggio) ha vissuto in Ucraina dal 2011 al 2015, documentando il conflitto del Donbas del 2014. La sua pratica combina fotografia, video e installazione per esplorare la geopolitica, i sistemi di potere e la rinascita delle ideologie del XX secolo. Nella serie "Perestrojka" (2016), ha alterato fisicamente le fotografie di guerra tagliandole, abrasandole e graffiandole per andare oltre il fotogiornalismo oggettivo. La serie "125" (2018) include "Shield I" e "Shield II", realizzati a partire da uno scudo antisommossa usato sia dalla polizia che dai manifestanti in Ucraina. I graffi e i graffiti sullo scudo sono stati scannerizzati e stampati in grande formato; il titolo si riferisce alle 125 persone uccise in quegli scontri. La serie "Exeresi" manipola immagini provenienti da riviste di propaganda nazista, fascista e comunista come la Pravda, isolando dettagli inquietanti per rivelare messaggi nascosti. Condanna l'invasione russa del 2022, ma mette in guardia contro l'odio mediatico, sottolineando la necessità di comprendere la storia. Rimane in contatto con amici in Ucraina, nessuno dei quali si è arruolato. Ciregia vede il suo lavoro come un avvertimento implicito sul potere, la propaganda e il totalitarismo, ritenendo che l'arte offra uno spazio più libero dei media controllati. L'intervista è in parte tratta dal libro "Stati di tensione. Conversazioni su immagine, società e politica" a cura di Carlo Sala (Silvana Editoriale, 2021), promosso da Mu.Fo.Co. – Museo di Fotografia Contemporanea.
Fatti principali
- Paolo Ciregia ha vissuto in Ucraina dal 2011 al 2015.
- Ha documentato il conflitto del Donbas del 2014.
- La serie 'Perestrojka' (2016) altera le foto di guerra con tagli e abrasioni.
- La serie '125' (2018) utilizza uno scudo antisommossa con graffi di entrambe le parti.
- Il numero 125 si riferisce ai morti negli scontri.
- La serie 'Exeresi' manipola immagini provenienti dalla propaganda nazista, fascista e comunista.
- Ciregia condanna l'invasione russa del 2022 ma critica l'odio mediatico.
- Mantiene contatti con amici in Ucraina che non si sono arruolati.
- L'intervista è in parte tratta dal libro 'Stati di tensione' a cura di Carlo Sala.
- Il libro è stato promosso da Mu.Fo.Co. – Museo di Fotografia Contemporanea.
Entità
Artisti
- Paolo Ciregia
- Carlo Sala
Istituzioni
- Ncontemporary Gallery
- Museo MART
- Mu.Fo.Co. – Museo di Fotografia Contemporanea
- Silvana Editoriale
- IUAV University of Venice
- Fondazione Francesco Fabbri Onlus
Luoghi
- Viareggio
- Italy
- Ukraine
- Donbas
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- Donetsk
- Mariupol
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- Venice