La pandemia costringe il mondo dell'arte all'umiltà e alla trasformazione digitale
La pandemia di coronavirus ha costretto il mondo dell'arte ad abbandonare il suo elitarismo e ad abbracciare strumenti digitali come lo streaming, secondo Santa Nastro, redattrice di Artribune. Riflette sulla morte dell'artista Ulay il 2 marzo, la cui collaborazione con Marina Abramović ha evidenziato il bisogno del pubblico di figure eroiche e storie d'amore. Nastro osserva che la crisi ha innescato una collaborazione senza precedenti tra musei, gallerie e spazi no-profit per raggiungere il pubblico online. Spera che il mondo dell'arte sostenga questa trasformazione dopo la fine dell'emergenza, invece di tornare alle vecchie abitudini.
Fatti principali
- Ulay è morto il 2 marzo 2020.
- Ulay era noto per le performance con Marina Abramović negli anni '70 e '80.
- La pandemia ha accelerato l'uso dei social media e dello streaming nel mondo dell'arte.
- Santa Nastro, redattrice di Artribune, ha scritto l'articolo.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune.
- Nastro cita un'intervista a Giulio Alvigini di Valentina Muzi.
- Nastro spera che il mondo dell'arte si trasformi e non torni all'elitarismo.
- L'articolo menziona il video 'The Artist Is Present' come esempio di raggiungimento di un pubblico più ampio.
Entità
Artisti
- Ulay
- Marina Abramović
- Santa Nastro
- Giulio Alvigini
- Valentina Muzi
- Francesco Arcangeli
Istituzioni
- Artribune
- Università di Bologna
Luoghi
- Napoli
- Bologna