La pandemia svela la crisi della finzione nell'arte
Christian Caliandro sostiene che la pandemia di COVID-19 ha infranto la capacità di finzione nell'arte e nella cultura. Il virus, come ha scritto Ivan Carozzi, 'smaschera e rivela il mondo', agendo come un amplificatore per processi preesistenti nascosti dalla routine. Il tempo ora sembra allo stesso tempo identico e diverso, costringendo a un confronto con il presente. L'ossessione per il 'dopo la pandemia' è un meccanismo di difesa, un'illusione per mitigare l'inadeguatezza. Gli oggetti culturali che un tempo prosperavano sull'esibizione e l'ostentazione ora sembrano rotti e fuori sintonia. Il vecchio modello—basato su sovraccarico, rigidità, gerarchia, esclusione—appartiene al passato. Una nuova arte abbraccia il vuoto, l'attimo e una diversa forma di verità, sincerità e intimità. La frattura tra arte e contesto potrebbe allargarsi, ma la ricostruzione risiede nell'indagare questa ambiguità che persiste.
Fatti principali
- Christian Caliandro è l'autore dell'articolo.
- Ivan Carozzi ha scritto che 'il virus è la verità' e 'smaschera e rivela il mondo'.
- L'articolo fa parte di una serie intitolata 'L'arte rotta'.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune nell'aprile 2020.
- La pandemia è descritta come un 'amplificatore' per processi preesistenti.
- L'ossessione per il 'dopo la pandemia' è vista come un'illusione e un'autodifesa.
- Gli oggetti culturali che si basavano sull'ostentazione sono ora considerati inadeguati.
- La nuova arte abbraccia il vuoto, l'attimo, la verità, la sincerità e l'intimità.
Entità
Artisti
- Christian Caliandro
- Ivan Carozzi
- Nick Cave
- Serena Fineschi
Istituzioni
- Artribune
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane