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L'analisi della performance del 1966 di Öyvind Fahlström per i legami con l'attivismo mediatico e la Pop Art

opinion-review · 2026-04-19

La performance Kisses Sweeter Than Wine di Öyvind Fahlström si è svolta nel 1966 durante il festival 9 Evenings: art&engineering a New York. L'opera impiegava elementi multimediali, estendendo le precedenti esplorazioni dell'artista sulla manipolazione del linguaggio, centrale nella sua pratica di arte visiva e poesia concreta. Queste manipolazioni creavano interruzioni nella circolazione delle immagini dei mass media, collegando l'approccio di Fahlström alla Pop Art e all'emergente attivismo mediatico durante la guerra del Vietnam. La performance è analizzata in un articolo di Maibritt Borgen pubblicato il 5 ottobre 2015, disponibile tramite MIT Press con accesso a pagamento. Fahlström, attivo dal 1928 al 1976, ha integrato esperimenti linguistici con i media visivi, posizionando il suo lavoro all'intersezione tra discorso artistico e politico. Il festival 9 Evenings ha funto da piattaforma chiave per collaborazioni interdisciplinari tra artisti e ingegneri. L'esame di Borgen evidenzia come le tecniche di Fahlström criticassero i paesaggi mediatici contemporanei, riflettendo le più ampie tensioni culturali degli anni '60. L'analisi sottolinea il ruolo della performance nell'avanzare le forme d'arte multimediali e il suo significato storico nei dialoghi tra arte e ingegneria.

Fatti principali

  • Öyvind Fahlström ha creato la performance Kisses Sweeter Than Wine
  • La performance si è svolta nel 1966
  • Faceva parte del festival 9 Evenings: art&engineering
  • L'evento si è tenuto a New York
  • Il lavoro di Fahlström coinvolgeva multimedia e manipolazione del linguaggio
  • La pratica dell'artista includeva arte visiva e poesia concreta
  • La performance era legata alla Pop Art e all'attivismo mediatico durante la guerra del Vietnam
  • Un articolo di Maibritt Borgen è stato pubblicato il 5 ottobre 2015

Entità

Artisti

  • Öyvind Fahlström
  • Maibritt Borgen

Istituzioni

  • MIT Press
  • ARTMargins Online

Luoghi

  • New York
  • United States

Fonti