Oppenheimer come iper-contenuto: la battaglia di Nolan contro la logica delle piattaforme
Il saggio di Christian Caliandro su Artribune utilizza 'Oppenheimer' di Christopher Nolan come caso di studio per esplorare il passaggio dall'opera al contenuto nella cultura contemporanea. Sostiene che le piattaforme privilegiano il tempo di coinvolgimento dell'utente rispetto alla qualità, trasformando i film in contenuti intercambiabili. 'Oppenheimer', nonostante la difesa di Nolan dell'esperienza cinematografica in sala, esemplifica l'iper-contenuto, perfettamente confezionato per la discussione globale. Caliandro contrappone il lavoro recente di Nolan a quello di Terrence Malick, notando che film sperimentali ed elusivi come 'Blonde' e 'Bardo' faticano in questo ecosistema. Il pezzo fa parte di una serie su fiere d'arte, fama e semplificazione nell'arte contemporanea.
Fatti principali
- Oppenheimer è il primo film di Christopher Nolan con la Universal dopo aver lasciato la Warner Bros.
- Il film è uscito durante gli scioperi del 2023 della WGA e della SAG-AFTRA.
- Caliandro definisce 'contenuto' come subordinato al suo contenitore (piattaforma, fiera, evento).
- Le piattaforme sono indifferenti alla qualità del contenuto, concentrandosi sulla massimizzazione del tempo dell'utente.
- Nolan è un difensore del cinema in sala contro lo streaming.
- Caliandro cita 'Blonde' (Andrew Dominik) e 'Bardo' (Alejandro G. Iñárritu) come film che hanno sofferto della logica delle piattaforme.
- Il saggio contrappone il cinema recente di Nolan a quello di Terrence Malick.
- L'articolo fa parte di una serie su questioni dell'arte contemporanea.
Entità
Artisti
- Christopher Nolan
- Christian Caliandro
- Andrew Dominik
- Alejandro González Iñárritu
- Terrence Malick
Istituzioni
- Universal Pictures
- Warner Bros.
- Writers Guild of America
- SAG-AFTRA
- Artribune
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane
Luoghi
- Los Alamos
- United States