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I mosaici di Omar Mismar su guerra e desiderio alla Secci Gallery di Milano

exhibition · 2026-04-26

La prima personale italiana di Omar Mismar, 'Exercises in Ruins' alla Galleria Secci di Milano, presenta mosaici che intrecciano tecniche antiche e cultura digitale contemporanea, affrontando guerra, spostamento e desiderio. Il pezzo centrale raffigura Salman al-Nabahin, un contadino palestinese che nel 2022 scoprì un mosaico bizantino del V-VII secolo nel campo profughi di Bureij, a Gaza, mentre ripiantava ulivi. Mismar ha trasformato fotografie di al-Nabahin trovate su internet in un mosaico, simbolo di resistenza contro lo sradicamento degli ulivi da parte di Israele. La mostra, curata da Marco Scotini, include 'Torsos' (2025), torsi maschili senza volto che fanno riferimento alle app di incontri gay, e 'The Path of Love' (2013), un'opera al neon basata su performance di geolocalizzazione su Grindr a San Francisco. L'interesse di Mismar per il mosaico è iniziato nel 2015 attraverso il contatto con i Monuments Men siriani al museo di Ma'arrat al-Numan, portando al video 'Abou Farid's War' (2021). L'artista, che ha vissuto negli Stati Uniti e ora risiede in Libano, esplora l'estetica del disastro, l'assenza e la memoria senza rappresentare direttamente la violenza.

Fatti principali

  • La prima personale italiana di Omar Mismar, 'Exercises in Ruins', si tiene alla Galleria Secci di Milano.
  • La mostra presenta mosaici basati su immagini da internet, tra cui un ritratto di Salman al-Nabahin.
  • Al-Nabahin scoprì un mosaico bizantino del V-VII secolo nel campo profughi di Bureij, a Gaza, nel 2022.
  • Il mosaico di al-Nabahin simboleggia la resistenza alla sostituzione degli ulivi con pini da parte di Israele.
  • La mostra è curata da Marco Scotini.
  • 'Torsos' (2025) di Mismar raffigura torsi maschili senza volto provenienti da app di incontri gay.
  • 'The Path of Love' (2013) è un'opera al neon basata su performance di geolocalizzazione su Grindr a San Francisco.
  • Mismar è stato ispirato dai Monuments Men siriani al museo di Ma'arrat al-Numan nel 2015.
  • Il video 'Abou Farid's War' (2021) documenta conversazioni con l'archeologo Abou Farid.
  • L'artista affronta la guerra indirettamente, senza mostrare sangue o esplosioni.

Entità

Artisti

  • Omar Mismar
  • Salman al-Nabahin
  • Marco Scotini
  • Abou Farid
  • Manuela Gandini

Istituzioni

  • Galleria Secci
  • Ma'arrat al-Numan museum
  • NABA di Milano
  • La Stampa
  • Il Manifesto
  • Machina

Luoghi

  • Milan
  • Italy
  • Bureij
  • Gaza Strip
  • San Francisco
  • United States
  • Lebanon
  • Syria

Fonti