Le sculture 'High Tech & Low Use' di Olivier Blanckart al Musée de l'objet e alla Galerie Lœvenbruck
Olivier Blanckart, noto per la sua provocatoria performance alla Biennale di Venezia su una barca a forma di fallo e per i suoi strali taglienti, rivela una preoccupazione più profonda per la rappresentazione e i vincoli della sua tecnica auto-inventata che utilizza cartone e nastro adesivo. Il suo lavoro, che definisce 'high tech & low use', impiega questi materiali universali per creare sculture che criticano i sistemi politici ed economici. La pratica di Blanckart è iniziata nel 1991 quando si è esibito come artista senzatetto di nome Jean-Michel alle inaugurazioni parigine, usando cartone e nastro adesivo per costruire rifugi temporanei. È stato influenzato dall'espressività minima dell'arte Inuit, che lo ha portato ai suoi 'Quasi objets' – repliche in cartone di oggetti quotidiani. Le sue grandi sculture, come 'Paulo l'eskimo' e 'Apollo', sono realizzate con carta da pacchi accartocciata ricoperta di nastro adesivo e riempita di schiuma. Blanckart crea anche sculture 'remix' basate su iconiche fotografie di cronaca, come l'immolazione di Thích Quảng Đức e l'assassinio di Inejiro Asanuma, ricostruendo elementi non visibili. Distingue il suo lavoro da quello di Wang Du concentrandosi su immagini cariche di emozione e ripristinando ciò che è fuori dall'inquadratura. La pratica di Blanckart include l'imitazione di figure storiche come Guy Debord e Yves Klein, ed esplora il potere dell'approssimazione nell'arte, riecheggiando il concetto di 'ben fatto' e 'mal fatto' di Robert Filliou. Le mostre si tengono dal 7 marzo al 27 aprile 2002 alla Galerie Lœvenbruck di Parigi e dall'8 marzo al 27 aprile al Musée de l'objet di Blois.
Fatti principali
- Olivier Blanckart utilizza cartone e nastro adesivo come materiali principali.
- La sua tecnica è descritta come 'high tech & low use'.
- Ha creato sensazione alla Biennale di Venezia con una barca a forma di fallo.
- Il lavoro di Blanckart è iniziato con una performance come Jean-Michel nel 1991.
- È stato influenzato dall'espressività minima dell'arte Inuit.
- Le sue sculture 'remix' ricreano in 3D iconiche fotografie di cronaca.
- Ricostruisce elementi non visibili nella fotografia originale.
- Mostre al Musée de l'objet, Blois (8 marzo-27 aprile) e alla Galerie Lœvenbruck, Parigi (7 marzo-27 aprile).
Entità
Artisti
- Olivier Blanckart
- Wang Du
- Jean Daviot
- Patrick Tosani
- Claire-Jeanne Jezequel
- Vincent Corpet
- Pierre Henry
- Maurice Béjart
- Peter Blake
- Guy Debord
- Philippe Sollers
- Diego Rivera
- Jean-Paul Sartre
- Elton John
- Yves Klein
- Louis-Auguste Bisson
- Auguste Rodin
- Jean-Yves Jouannais
- Marcel Duchamp
- Rrose Sélavy
- Alberto Sorbelli
- Andy Warhol
- Bruce Willis
- Pablo Picasso
- Robert Filliou
- Thích Quảng Đức
- Inejiro Asanuma
- Che Guevara
- N'Guyen Ngoc Loan
- Britney Spears
- Village People
- The Beatles
Istituzioni
- Musée de l'objet
- Galerie Lœvenbruck
- Venice Biennale
- Galerie Météo
- Biennale de Lyon
- Frac Aquitaine
- Galerie le Triangle
- Galerie NADIFF
- Kunstraum Kreuzlingen
- Espace F. Mitterrand
- Musée International des arts modestes
- Galerie Art Attitude Hervé Bize
- Maïnishi Shimbun
Luoghi
- Paris
- France
- Blois
- Venice
- Italy
- Saïgon
- Vietnam
- Tokyo
- Japan
- Lyon
- Bienne
- Switzerland
- Kreuzlingen
- Périgueux
- Sète
- Nancy
- Brussels
- Belgium
Fonti
- artpress —