Il 'capitalismo estetico' di Olivier Assouly traccia l'industrializzazione del gusto
In 'Le capitalisme esthétique', Olivier Assouly sostiene che il gusto è diventato il motore centrale del capitalismo di consumo, trasformandosi da facoltà improduttiva a matrice dell'apparato economico. Pubblicato da Éditions du Cerf, il saggio estende il precedente volume collettivo 'Goûts à vendre' diretto da Assouly e si basa sul lavoro di André Gorz e Yann Moulier Boutang sul capitalismo contemporaneo, che Assouly caratterizza come estetico piuttosto che meramente immateriale o cognitivo. Il libro offre una genealogia di questo momento estetico, rintracciando le sue origini nella valorizzazione aristocratica del gusto nel Rinascimento e nell'età classica, un'inflezione decisiva con Adam Smith, il consolidamento nel XIX secolo e la radicalizzazione nel XX. Assouly avverte che, mentre il gusto viene utilizzato per un'espansione infinita del mercato, rischia di essere esaurito attraverso normalizzazione, semplificazione e privatizzazione. L'opera propone un percorso alternativo, attingendo a un corpus sostanziale per mostrare come il gusto, in quanto ricchezza comune, singolare e complessa, sia minacciato. Emmanuel Tibloux contribuisce al volume.
Fatti principali
- Titolo del libro: 'Le capitalisme esthétique'
- Autore: Olivier Assouly
- Editore: Éditions du Cerf
- Sottotitolo: 'essai sur l'industrialisation du goût'
- Si basa sul volume collettivo 'Goûts à vendre' diretto da Assouly
- Riferimenti alle opere di André Gorz e Yann Moulier Boutang
- Concetto chiave: captazione
- Collaboratore: Emmanuel Tibloux
Entità
Artisti
- Olivier Assouly
- André Gorz
- Yann Moulier Boutang
- Emmanuel Tibloux
Istituzioni
- Éditions du Cerf
Fonti
- artpress —