La Norvegia ripristina l'obbligo dei rifugi antiaerei della Guerra Fredda a causa delle tensioni con la Russia
La Norvegia sta reintroducendo l'obbligo di rifugi antiaerei nei nuovi grandi edifici, un requisito abolito nel 1998 dopo il crollo dell'Unione Sovietica. La mossa fa parte di una strategia di 'difesa totale' incentrata sulla prontezza civile, mentre il primo ministro Jonas Gahr Støre ha avvertito che 'la guerra potrebbe tornare in Norvegia'. Il rifugio St. Hanshaugen a Oslo, uno dei più grandi della città, può ospitare 1.100 persone ed è progettato per proteggere da bombardamenti e minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari. Il capo della Protezione Civile norvegese Oistein Knudsen ha dichiarato che il paese attualmente dispone di circa 18.600 rifugi, che coprono meno del 50% della sua popolazione di 5,6 milioni di persone, molti dei quali risalgono alla Guerra Fredda e necessitano di ammodernamenti a causa di umidità e vetustà.
Fatti principali
- La Norvegia ripristina l'obbligo di rifugi antiaerei nei nuovi grandi edifici.
- Il requisito era stato abolito nel 1998 dopo il crollo dell'Unione Sovietica.
- Parte di una modalità di 'difesa totale' con focus sulla prontezza civile.
- Il primo ministro Jonas Gahr Støre ha avvertito che la guerra potrebbe arrivare in Norvegia.
- Il rifugio St. Hanshaugen a Oslo può ospitare 1.100 persone.
- Il rifugio protegge da bombardamenti e materiali CBRN.
- La Norvegia ha 18.600 rifugi per meno del 50% della popolazione di 5,6 milioni.
- Molti rifugi risalgono alla Guerra Fredda, sono umidi e vecchi.
Entità
Istituzioni
- Norwegian Civil Defence
- Nato
Luoghi
- Norway
- Oslo
- St. Hanshaugen
- Soviet Union
- Russia