Norbert Hillaire: 'La Fin de la modernité sans fin' esplora l'arte e il milieu digitale
Norbert Hillaire con 'La Fin de la modernité sans fin' (pubblicato da L'Harmattan) estende il suo lavoro precedente 'L'Expérience esthétique des lieux' (2008), esaminando il rapporto dell'arte con le nuove tecnologie come ambiente piuttosto che come semplici strumenti. Il libro sostiene che la digitalizzazione generalizzata crea un presente che fatica a riconoscersi, con 'un futuro che è già dietro di noi'. Hillaire collega il futuro al passato per superare i vicoli ciechi della modernità e una postmodernità che gira in tondo. L'opera fonde la tradizione critica e letteraria modernista europea con il costruttivismo filosofico, evitando sia il messianismo tecnofilo che la malinconia tecnofoba. Offre ingredienti per vivere il presente come un periodo entusiasmante da cui emergono forme future. Inoltre, 'Double vue' (Somogy) di Hillaire presenta cinquanta brevi testi ispirati all'opera dell'artista-teorico Julien Friedler, creando un gioco di specchi tra profondità e poesia. La recensione è stata scritta da Catherine Mathis.
Fatti principali
- Norbert Hillaire ha pubblicato 'La Fin de la modernité sans fin' con L'Harmattan.
- Il libro prosegue la sua riflessione da 'L'Expérience esthétique des lieux' (2008).
- Considera le nuove tecnologie come un milieu, non come strumenti.
- L'opera critica l'impatto della digitalizzazione sul presente.
- Hillaire collega il futuro al passato per superare le impasse moderne e postmoderne.
- Il libro fonde la critica modernista europea con il costruttivismo filosofico.
- Evita sia posizioni tecnofile che tecnofobe.
- Hillaire ha anche pubblicato 'Double vue' con Somogy, con cinquanta brevi testi ispirati a Julien Friedler.
Entità
Artisti
- Norbert Hillaire
- Julien Friedler
Istituzioni
- L'Harmattan
- Somogy
- artpress
Fonti
- artpress —