La colonna sonora del Nonument Group per una casa invisibile alla Biennale di Venezia
Alla 61ª Biennale di Venezia, il Padiglione Sloveno presenta 'Soundtrack for an Invisible House', curato da Nataša Petrešin-Bachelez e sviluppato dal Nonument Group, composto da Neja Tomšič, Martin Bricelj Baraga, Nika Grabar e Miloš Kosec. Situato negli spazi espositivi dell'Arsenale, questo progetto trasforma un residuo architettonico dimenticato in uno spazio vivo per la riflessione, l'ascolto e l'esplorazione storica. Evidenzia un evento poco noto della storia europea: nel 1917, l'esercito austro-ungarico costruì una moschea temporanea in legno per i soldati bosniaci musulmani sul fronte dell'Isonzo a Log pod Mangartom, fondendo pratiche religiose e vita militare durante la Prima Guerra Mondiale.
Fatti principali
- Padiglione Sloveno alla 61ª Biennale di Venezia
- Soundtrack for an Invisible House
- Curato da Nataša Petrešin-Bachelez
- Sviluppato dal Nonument Group (Neja Tomšič, Martin Bricelj Baraga, Nika Grabar, Miloš Kosec)
- Installato negli spazi espositivi dell'Arsenale
- Basato sulla moschea temporanea in legno del 1917 a Log pod Mangartom, Slovenia
- Moschea costruita dall'esercito austro-ungarico per i soldati bosniaci musulmani sul fronte dell'Isonzo
- Il progetto trasforma una traccia architettonica dimenticata in uno spazio risonante
Entità
Artisti
- Neja Tomšič
- Martin Bricelj Baraga
- Nika Grabar
- Miloš Kosec
- Nataša Petrešin-Bachelez
Istituzioni
- Nonument Group
- Slovenian Pavilion
- Venice Biennale
- Arsenale Exhibition Spaces
- Austro-Hungarian Army
Luoghi
- Venice
- Italy
- Log pod Mangartom
- Slovenia
- Isonzo Front