Nove artisti e curatori dibattono se l'arte debba prendere una posizione politica
In un articolo su Artribune, nove artisti e curatori rispondono alla domanda se l'arte debba impegnarsi con la politica. Marco Trulli sostiene che l'arte deve mettere in discussione i sistemi di potere e i legami istituzionali con la guerra. Gabi Scardi rifiuta l'etichetta 'arte politica' ma insiste che gli artisti sono inevitabilmente parte del loro tempo, citando il padiglione turco alla Biennale di Venezia del 2017 come esempio di critica interna. Miltos Manetas, riferendosi a Yanis Varoufakis, propone una regola francescana: l'arte dovrebbe minimizzare il danno ai più vulnerabili. Le Glorious Mothers si basano sul femminismo intersezionale per affermare che l'arte è sempre situata all'interno di relazioni storiche e sociali. Marco Scotini critica la Biennale di Venezia come luogo di orgoglio nazionalista che allo stesso tempo invita curatori emancipatori mentre legittima la violenza nazionalista. Tomaso Binga vede l'impegno politico come una condizione intrinseca della pratica artistica, citando la sua opera 'Riflessioni a puntate' del 1991. Adelina von Fürstenberg, fondatrice di Art for The World, sostiene che l'arte è uno strumento di dialogo e trasformazione, riecheggiando Joseph Beuys. Pietro Gaglianò afferma che l'arte è sempre politica, anche quando non è apertamente schierata, e che il silenzio è complicità. Ugo La Pietra, noto per l'arte sociale, dice che gli orrori attuali lo hanno lasciato senza strumenti critici, trovando conforto solo nei suoi disegni del 1992 sulla pulizia etnica nell'ex Jugoslavia, che ora parlano della Palestina.
Fatti principali
- Articolo pubblicato su Artribune nel maggio 2026.
- Nove contributori: Marco Trulli, Gabi Scardi, Miltos Manetas, The Glorious Mothers, Marco Scotini, Tomaso Binga, Adelina von Fürstenberg, Pietro Gaglianò, Ugo La Pietra.
- Marco Trulli è Responsabile Cultura di Arci e curatore.
- Gabi Scardi cita il padiglione turco alla Biennale di Venezia del 2017 (Cevdet Erek) e il padiglione israeliano del 2015 (Tsibi Geva) come esempi di critica interna.
- Miltos Manetas fa riferimento a Yanis Varoufakis e propone una 'regola francescana' per l'arte.
- Le Glorious Mothers sono un collettivo artistico che utilizza il femminismo intersezionale.
- Viene menzionato il libro di Marco Scotini 'Utopian Display. Geopolitiche Curatoriali' (2019).
- Tomaso Binga fa riferimento alla sua opera 'Riflessioni a puntate' del 1991.
- Adelina von Fürstenberg è presidente e fondatrice di Art for The World.
- Pietro Gaglianò cita Hannah Arendt.
- I disegni del 1992 di Ugo La Pietra sulla pulizia etnica nell'ex Jugoslavia sono ora usati per commentare la Palestina.
Entità
Artisti
- Marco Trulli
- Gabi Scardi
- Miltos Manetas
- The Glorious Mothers
- Marco Scotini
- Tomaso Binga
- Adelina von Fürstenberg
- Pietro Gaglianò
- Ugo La Pietra
- Cevdet Erek
- Inci Eviner
- Tsibi Geva
- Yanis Varoufakis
- Joseph Beuys
- Hannah Arendt
- Albert Camus
- Sandro Mezzadra
- Francesco d'Assisi
Istituzioni
- Artribune
- Arci
- Padiglione Internet
- Biennale di Venezia
- Art for The World
Luoghi
- Venezia
- Italy
- Turchia
- Israele
- Russia
- USA
- Sudafrica
- Australia
- Palestina
- ex Jugoslavia