Nightshade 1.0 rilasciato per proteggere gli artisti dall'IA
Il Glaze Project dell'Università di Chicago ha rilasciato la versione 1.0 di Nightshade, uno strumento che modifica impercettibilmente i pixel delle immagini per corrompere i dati di addestramento dell'IA, basandosi sul precedente software Glaze. Nightshade mira a riequilibrare il potere tra artisti e sistemi di IA generativa in materia di copyright. L'articolo sostiene che l'intelligenza umana mantiene la supremazia sull'IA attraverso la capacità di porre problemi e creare prompt efficaci, un'abilità radicata nella corporeità, nell'emozione e nel background culturale. Riflette sul rapporto tra arte e tecnologia, notando che mentre l'IA può produrre output sintatticamente corretti, il significato richiede un input umano autenticamente creativo. Il pezzo è adattato dal libro di Michele Gerace "Sui generis. La forma del desiderio e il bel problema dell'essere umani e tecnologici" (Rubbettino), con il supporto del Centro Studi Americani.
Fatti principali
- Nightshade 1.0 rilasciato dal Glaze Project dell'Università di Chicago
- Glaze è una 'vernice' digitale che confonde il riconoscimento dello stile da parte dell'IA
- Nightshade altera invisibilmente i pixel per corrompere i dati di addestramento dell'IA
- Chiamato come la pianta Belladonna; inteso a 'curare' piuttosto che uccidere i sistemi di IA
- Lo strumento mira a proteggere il copyright degli artisti contro l'IA generativa
- La capacità umana di creare problemi e formulare prompt ci distingue dall'IA
- Articolo adattato dal libro di Michele Gerace 'Sui generis'
- Libro pubblicato da Rubbettino con il supporto del Centro Studi Americani
Entità
Artisti
- Michele Gerace
Istituzioni
- University of Chicago
- The Glaze Project
- Rubbettino
- Centro Studi Americani
- Artribune
Luoghi
- Chicago
- United States