Nicolas Bourriaud: 'Inclusioni' esamina l'estetica del capitalocene
Pubblicato da Postmedia Books nel 2020, 'Inclusioni. Estetica del capitalocene' di Nicolas Bourriaud introduce il termine 'capitalocene' per caratterizzare una crisi a livello umano che sta trasformando la rappresentazione e ampliando la 'cartografia relazionale'. Il saggio sfida il concetto di Antropocene, citando l'affermazione di Yuval Noah Harari secondo cui l'impatto umano sul pianeta dura da 70.000 anni. Bourriaud cerca di rivendicare un 'territorio magico' per riconciliare il divario tra natura e cultura, attingendo a Claude Lévi-Strauss e al post-colonialismo, mettendo in guardia contro l'autocolonizzazione. Critica il postmodernismo come una fissazione sulla storia. Gli artisti, in quanto pensatori critici e antropologi, ripristinano le realtà totemiche, con Joseph Beuys come esempio principale. La sua critica all'arte post-internet promuove una connessione decentralizzata tra arte e spazi vitali, in particolare durante la pandemia di COVID-19.
Fatti principali
- Il libro 'Inclusioni. Estetica del capitalocene' di Nicolas Bourriaud è stato pubblicato da Postmedia Books nel 2020.
- Il libro introduce il termine 'capitalocene' per descrivere una crisi di scala umana.
- Bourriaud fa riferimento all'opinione di Yuval Noah Harari secondo cui gli umani hanno alterato il pianeta per 70.000 anni.
- Il saggio attinge all'antropologia strutturale di Claude Lévi-Strauss.
- Bourriaud sostiene che il postmodernismo è un paradigma di esistenza senza un esterno.
- Joseph Beuys è citato come un artista che libera energie simboliche congelate.
- Bourriaud critica l'arte post-internet per appiattire la novità culturale sulla tecnologia.
- Il libro è stato scritto durante la pandemia di COVID-19.
Entità
Artisti
- Nicolas Bourriaud
- Joseph Beuys
- Yuval Noah Harari
- Claude Lévi-Strauss
- Marcello Carriero
Istituzioni
- Postmedia Books
- Artribune
Luoghi
- Milano
- Italy
- France