Nico Mingozzi: Rendere visibile l'invisibile attraverso la manipolazione fotografica
Nico Mingozzi, un artista di Ferrara, esplora la sua creatività appropriandosi di fotografie storiche, intervenendo con atti di distruzione e riscrittura. La sua arte provoca una riflessione sulla fotografia come mezzo di conservazione, trasformandola in un territorio di tensione dove i ricordi si frantumano. Mingozzi oscura e distorce i volti, creando un'anti-ritrattistica che priva di identità. Attraverso tecniche manuali, mette in evidenza la vulnerabilità dell'immagine. In un'intervista, ha condiviso che la sua ricerca è iniziata con la scoperta di cinque foto d'epoca, con l'intento di catturare l'essenza invisibile. Le sue opere non hanno titoli, per incoraggiare interpretazioni personali, ispirandosi a J.P. Witkin e Bosch.
Key facts
- Nico Mingozzi è un artista ferrarese che lavora su fotografie del passato, intervenendo con graffi, coperture, cancellazioni e deformazioni.
- La sua pratica critica l'idea di memoria fotografica come dispositivo di conservazione stabile.
- Mingozzi si concentra sul volto umano, oscurando o deformando i lineamenti per creare un'anti-ritrattistica.
- L'effetto delle sue opere è perturbante, nel senso freudiano del termine.
- Utilizza tecniche manuali come abrasioni, stratificazioni e accumuli di materia per recuperare la fisicità dell'immagine.
- Il caso ha innescato la sua ricerca: ha trovato cinque foto d'epoca in un cassetto del suo studio.
- Le immagini prima del suo intervento rappresentano una realtà artefatta e un copione sociale.
- Mingozzi non dà titoli alle opere per favorire la libera interpretazione.
- Tra le influenze cita J.P. Witkin e Hieronymus Bosch.
- Ha iniziato con foto d'epoca e poi ha incluso immagini femminili contemporanee per confrontare passato e presente.
Entities
Artists
- Nico Mingozzi
- J.P. Witkin
- Hieronymus Bosch
Locations
- Ferrara
- Italia
Sources
- Artslife —