Il neuroscienziato chiede di ridurre l'uso degli schermi nelle scuole per proteggere le capacità cognitive dei bambini
Il neuroscienziato Jared Cooney Horvath chiede una drastica riduzione del tempo trascorso davanti agli schermi in ambito educativo, affermando che la tecnologia è dannosa per lo sviluppo cognitivo dei bambini. Nel suo libro 'The Digital Delusion', sostiene che i giovani di oggi mostrano capacità cognitive inferiori rispetto alle generazioni precedenti, citando il calo dei punteggi QI e delle valutazioni internazionali a partire dal 2000 circa. Horvath attribuisce questa tendenza all'aumento della tecnologia educativa, con il settore edtech del Regno Unito che genera 6,5 miliardi di sterline all'anno e il mercato statunitense valutato 400 miliardi di dollari. Nota che il passaggio ai laptop nelle aule è accelerato durante la pandemia di Covid-19, con molte istituzioni che non sono tornate ai metodi di insegnamento convenzionali. Citando i dati Pisa, rivela che gli studenti che usano i computer per più di sei ore al giorno ottengono punteggi inferiori di 66 punti rispetto ai loro coetanei che non li usano. Tuttavia, esperti come Rose Luckin (UCL Knowledge Lab) mettono in guardia dall'equiparare la correlazione alla causalità, suggerendo che un uso moderato dei dispositivi può produrre risultati migliori rispetto al non usarli affatto. Daisy Christodoulou (No More Marking) riconosce l'atteggiamento casuale della società verso gli effetti della tecnologia, ma rimane ottimista sul suo ruolo nell'istruzione secondaria superiore. Dylan Wiliam (UCL Institute of Education) sottolinea la complessità nel determinare l'efficacia dell'edtech, che dipende fortemente dal contesto. Questa discussione si svolge in mezzo a iniziative globali che promuovono restrizioni sull'uso degli smartphone nelle scuole e limitazioni dei social media per i minori di 16 anni.
Fatti principali
- Jared Cooney Horvath sostiene la riduzione dell'uso degli schermi nelle scuole per proteggere le capacità cognitive.
- Il libro di Horvath 'The Digital Delusion' afferma che i bambini sono meno capaci cognitivamente rispetto alle generazioni precedenti.
- I punteggi QI hanno iniziato a diminuire intorno al 2000, anche con l'aumento del tempo trascorso a scuola.
- Il mercato edtech del Regno Unito genera 6,5 miliardi di sterline all'anno; l'industria edtech statunitense vale 400 miliardi di dollari.
- I dati Pisa mostrano che gli studenti che usano i computer per più di sei ore al giorno ottengono punteggi inferiori di 66 punti.
- Rose Luckin avverte che un uso moderato dei dispositivi è associato a risultati migliori rispetto al non usarli affatto.
- Daisy Christodoulou afferma che la società è stata 'blasé' riguardo all'impatto della tecnologia, ma è ottimista sull'IA nell'istruzione secondaria superiore.
- Dylan Wiliam afferma che la questione dell'impatto dell'edtech è complessa e dipende dal contesto.
Entità
Istituzioni
- UCL Knowledge Lab
- UCL Institute of Education
- No More Marking
- Department for Education
- Programme for International Student Assessment (Pisa)
Luoghi
- UK
- US
- London
- England