Le neuroscienze rivelano come gli artisti vedono l'arte in modo diverso
Studi neuroscientifici mostrano che gli artisti percepiscono le opere d'arte in modo diverso dai non esperti. Utilizzando la tecnologia di eye-tracking, i ricercatori hanno scoperto che gli artisti si concentrano maggiormente su caratteristiche strutturali come composizione e illuminazione, mentre i principianti si focalizzano su elementi semanticamente informativi come i volti. Gli artisti memorizzano anche più dettagli in meno tempo e danno priorità a originalità e complessità rispetto all'appeal emotivo. Questa competenza permette loro di notare schemi nascosti e aree meno prominenti, guidati dalla conoscenza piuttosto che dalla salienza visiva. Tuttavia, gli esperti possono perdere la capacità di essere sorpresi dalla semplice bellezza, un equilibrio che richiede pratica continua.
Fatti principali
- Gli artisti percepiscono più informazioni da un dipinto nello stesso tempo di osservazione dei non esperti.
- Studi di eye-tracking mostrano che gli artisti fissano maggiormente lo sfondo e gli elementi strutturali.
- I principianti si concentrano su elementi semanticamente informativi come volti o forme dominanti.
- Gli artisti valutano le opere in base a originalità e complessità; i principianti sono influenzati da piacevolezza e potere comunicativo.
- L'esperienza porta a meno fissazioni sulle regioni salienti dell'immagine, permettendo di prestare attenzione ad aree meno prominenti.
- Gli studi citati includono Antes & Kristjanson (1991) e Koide et al. (2015).
- Gli artisti hanno conoscenza esplicita di pattern visivi non semantici.
- È necessaria una pratica continua per mantenere la capacità di percepire la bellezza senza darla per scontata.
Entità
Artisti
- Marta Pizzolante
Istituzioni
- Università Cattolica del Sacro Cuore
- Università degli Studi di Milano-Bicocca
- Università di Trento
- CIMeC (Center for Mind/Brain Sciences)
- Artribune