I Padiglioni Nazionali Salvano la Biennale di Venezia da una Prospettiva Unilaterale
Angela Vettese sostiene che i padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia, spesso criticati per i loro legami con nazionalismo e colonialismo, ora offrono un contrappeso al punto di vista della mostra centrale. Nonostante alcune riserve sulle scelte curatoriali di Adriano Pedrosa, numerosi padiglioni approfondiscono temi di diversità etnica e decolonizzazione. Il Leone d'Oro è stato assegnato al padiglione dell'Australia, curato da Archie Moore, che mette in risalto 65.000 anni di patrimonio aborigeno. Il Kosovo con Doruntina Kastrati ha ricevuto una menzione speciale per la sua analisi del lavoro industriale di genere. Tra i padiglioni degni di nota ci sono il collettivo Tupinambá del Brasile, la fotografia di Inuuteq Storch dalla Groenlandia e il film di Wael Shawky dall'Egitto. I padiglioni israeliano e russo non sono aperti, con la Bolivia che ha preso il posto della Russia. Inoltre, alcune nazioni hanno assunto curatori italiani per i loro padiglioni, creando benefici economici locali.
Fatti principali
- I padiglioni nazionali alla Biennale di Venezia sono stati storicamente criticati per nazionalismo e colonialismo.
- Lawrence Alloway negli anni '60 vedeva la struttura 'multicellulare' come una debolezza, ora considerata un punto di forza.
- Adriano Pedrosa ha curato la mostra centrale con una prospettiva avanzata e rispettosa.
- Leone d'Oro assegnato al padiglione dell'Australia di Archie Moore.
- Il padiglione dell'Australia presenta 65.000 anni di storia aborigena su pareti e soffitto.
- Menzione speciale al padiglione del Kosovo di Doruntina Kastrati.
- L'installazione del Kosovo critica il lavoro industriale femminile nelle fabbriche di dolciumi turche.
- Il padiglione del Brasile presenta il collettivo Tupinambá di Bahia.
- Il padiglione della Danimarca espone il fotografo groenlandese Inuuteq Storch.
- Il Padiglione Nordico recupera segni indigeni e materiali architettonici.
- Il padiglione della Francia di Julien Creuzet evidenzia elementi naturali della Martinica.
- Il padiglione dell'Egitto di Wael Shawky presenta un film su una rivoluzione durante il regno della regina Vittoria.
- Il padiglione del Venezuela di Juvenal Ravelo presenta opere cinetico-costruttiviste.
- Il padiglione italiano di Massimo Bartolini combina estetica nazionale con musica internazionale.
- I padiglioni israeliano e russo sono chiusi; la Bolivia ha sostituito la Russia.
- Alcuni paesi hanno esternalizzato la produzione dei padiglioni a curatori e imprenditori italiani.
Entità
Artisti
- Adriano Pedrosa
- Archie Moore
- Doruntina Kastrati
- Sislej Xhafa
- Olinda Tupinamba
- Ziel Karapotó
- Inuuteq Storch
- Julien Creuzet
- Wael Shawky
- Juvenal Ravelo
- Massimo Bartolini
- Lawrence Alloway
- Angela Vettese
Istituzioni
- Biennale di Venezia
- Artribune
- Australia Pavilion
- Kosovo Pavilion
- Brazil Pavilion
- Denmark Pavilion
- Nordic Pavilion
- France Pavilion
- Egypt Pavilion
- Venezuela Pavilion
- Italy Pavilion
- Israel Pavilion
- Russia Pavilion
- Bolivia Pavilion
Luoghi
- Venice
- Italy
- Australia
- Kosovo
- Brazil
- Serra do Padeiro
- Olivença
- Bahia
- Greenland
- Denmark
- Martinique
- France
- Egypt
- Venezuela
- Israel
- Russia
- Bolivia