Nathalie Quintane su scrittura, cinema e performance
In un'intervista con artpress, la scrittrice francese Nathalie Quintane discute il suo approccio alla scrittura, che descrive come un lavoro a partire da materiale simbolico già saturo—nomi propri come Giovanna d'Arco e Saint-Tropez, o sostantivi generici come 'scarpa' e 'inizio'—piuttosto che dalla realtà. Utilizza variazioni tipografiche, giustapposizione di elementi eterogenei (citazioni, immagini, appunti grezzi) e si concentra sul 'taglio' o interruzione nella lettura lineare per creare quella che chiama 'surfiction'. La sua unità di composizione è la frase, non il verso o il flusso narrativo, traendo modelli da Diderot e Wittgenstein. Il libro 'Mortinsteinck' è nato da un film di Stéphane Bérard, dove le riprese hanno agito come un innesco di frasi, permettendo una scioltezza e libertà che altrimenti non avrebbe raggiunto. Riguardo a performance e letture, Quintane usa deliberatamente tecnologie obsolete (proiettori per diapositive, registratori a cassette, video digitale) per creare distanza e umorismo, in contrasto con il narcisismo dei poeti esperti di tecnologia. Vede la performance come uno sviluppo vitale per la poesia, consentendo una messa in scena corporea e testuale unica che non può avvenire altrove.
Fatti principali
- Nathalie Quintane lavora a partire da materiale simbolico saturo, non dalla realtà.
- Utilizza variazioni tipografiche e giustapposizione di elementi eterogenei.
- La sua unità di composizione è la frase.
- Trae modelli da Diderot e Wittgenstein.
- 'Mortinsteinck' è stato ispirato da un film di Stéphane Bérard.
- Usa deliberatamente tecnologie obsolete nelle performance.
- La performance è vista come uno sviluppo vitale per la poesia.
- L'intervista è stata pubblicata su artpress nel febbraio 2002.
Entità
Artisti
- Nathalie Quintane
- Jeanne d'Arc
- Raymond Federman
- Diderot
- Wittgenstein
- Stéphane Bérard
- Lucot
- Parian
- Pierre Le Pillouër
- Blaine
Istituzioni
- artpress
Luoghi
- Saint-Tropez
- France
Fonti
- artpress —