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La svolta autobiografica di Nathalie Gassel: infanzia e genesi di un corpo trasgressivo

publication · 2026-04-23

Il nuovo libro di Nathalie Gassel, "Des années d'insignifiance" (Éditions Luce Wilquin), rappresenta un momento cruciale in cui l'autrice esplora la propria infanzia attraverso una lente autobiografica. Il titolo allude all'insignificanza di quegli anni formativi, raccontati con un senso di ritegno e come mezzo di catarsi. Gassel rievoca la sua difficile educazione, segnata dall'incuria del padre e dai limiti della madre. Affronta la sua identità unica e l'ambivalenza sessuale, gravata dal senso di colpa del padre per i suoi successi, osservando: "Rinunciare alle ambizioni – questa discrezione – deve senza dubbio salvarci dall'odio." In un contesto di "ascetismo dei piaceri dell'io", il suo desiderio di potere diventa la sua unica forma di espressione. In definitiva, Gassel mira a far luce sul suo passato travagliato, bramando connessione e calore.

Fatti principali

  • Il nuovo libro di Nathalie Gassel 'Des années d'insignifiance' è pubblicato da Éditions Luce Wilquin.
  • Il libro è un resoconto autobiografico della sua infanzia, un allontanamento dal suo precedente focus sul corpo.
  • Gassel descrive la sua infanzia come un periodo di incuria da parte del padre e sottomissione alla madre.
  • Durante questo periodo ha sperimentato mutismo e rifiuto della parola.
  • Suo padre era un ebreo di genitori russi che viveva nel senso di colpa per il successo.
  • Gassel era consapevole della sua ambivalenza sessuale, preferendo giochi da maschi.
  • Il libro è considerato un punto di svolta nella sua opera, funzionando come un esorcismo.
  • La recensione è stata scritta da Cédric Rognon e pubblicata su artpress.com nel 2006.

Entità

Artisti

  • Nathalie Gassel
  • Cédric Rognon

Istituzioni

  • Éditions Luce Wilquin
  • artpress

Fonti