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L'album 'Toxic Colour' di Natasha Barrett esplora paesaggi sonori distopici

publication · 2026-05-22

L'album 'Toxic Colour' di Natasha Barrett presenta una riflessione critica sul rapporto tra uomo, ambiente e tecnologia attraverso registrazioni sul campo manipolate. L'album si apre con 'Impossible Moments from Venice 3: The Other Side of the Lagoon', contrapponendo la superficie della laguna ai suoni nascosti sott'acqua, disturbati dai motori delle barche. 'Glass Eye' affronta la sorveglianza, trasformando voci di protesta in trame neutre. 'Ghosts of the Children' evoca ricordi cancellati con atmosfere fragili. 'The Swifts of Pesaro' offre un momento di sospensione aerea attraverso richiami di uccelli trasformati. La traccia finale 'Toxic Colour' distorce suoni naturali come acqua e insetti per suggerire un futuro contaminato. Barrett utilizza microfoni ambisonici 3D per registrare, poi decostruisce e ricompone il materiale in studio, creando narrazioni che non tornano ai luoghi originali. Il lavoro evidenzia tensioni sociali ed ecologiche, usando il suono come strumento di analisi e commento sul mondo contemporaneo.

Fatti principali

  • Natasha Barrett è l'artista dietro l'album 'Toxic Colour'.
  • L'album è stato pubblicato dall'etichetta Persistence of Sound in formato CD.
  • Barrett utilizza microfoni ambisonici 3D per le registrazioni sul campo.
  • L'album include le tracce: 'Impossible Moments from Venice 3: The Other Side of the Lagoon', 'Glass Eye', 'Ghosts of the Children', 'The Swifts of Pesaro' e 'Toxic Colour'.
  • 'Glass Eye' tratta il tema della sorveglianza.
  • 'Toxic Colour' è la traccia più lunga e abrasiva dell'album.
  • L'album è una riflessione critica su uomo, ambiente e tecnologia.
  • Il lavoro di Barrett reinventa i luoghi piuttosto che documentarli.

Entità

Artisti

  • Natasha Barrett

Istituzioni

  • Persistence of Sound

Luoghi

  • Venice
  • Italy
  • Pesaro

Fonti