ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

La Sonificazione del Buco Nero della NASA Accende il Dibattito sull'Estetica dei Dati e la Percezione Pubblica

opinion-review · 2026-04-20

La NASA ha recentemente pubblicato una clip audio virale descritta come il suono di un buco nero, generata dai dati raccolti dall'Osservatorio a raggi X Chandra. Il suono proviene dall'ammasso di galassie di Perseo, situato a 240 milioni di anni luce di distanza, dove il gas permette alle onde sonore di viaggiare. Per rendere percepibili le frequenze inudibili, la NASA ha sonificato i dati, aumentandoli di quadrilioni di volte rispetto alle originali 57 ottave sotto il do centrale e mescolandoli con altre informazioni. I critici, tra cui la scrittrice Pippa Goldschmidt su ArtReview, si chiedono se la NASA manipoli tali dati per allinearli alle aspettative pubbliche plasmate dagli ideali romantici del sublime, analogamente a come le immagini dei telescopi spaziali vengono colorate. Un esperimento utilizzando il software Audacity ha alterato l'intonazione e la velocità dell'audio, ma esso ha continuato a evocare costantemente immagini spaziali, da vermi urlanti a chiacchiere aliene, suggerendo l'autenticità del suono nella percezione culturale. La discussione evidenzia il ruolo della NASA nel tradurre i fenomeni cosmici in esperienze su scala umana attraverso scelte estetiche, nel contesto di dibattiti più ampi sulla rappresentazione scientifica e l'engagement digitale.

Fatti principali

  • La NASA ha pubblicato una clip audio virale del suono di un buco nero la scorsa settimana
  • Il suono proviene dall'ammasso di galassie di Perseo, a 240 milioni di anni luce di distanza
  • I dati sono stati sonificati dall'Osservatorio a raggi X Chandra, aumentando le frequenze di quadrilioni di volte
  • Il suono originale era di 57 ottave sotto il do centrale ed è stato mescolato con altri dati
  • Pippa Goldschmidt sostiene che la NASA manipoli le immagini per adattarle alle preconcezioni romantiche del sublime
  • Un esperimento con Audacity ha alterato l'intonazione e la velocità ma ha mantenuto le qualità spaziali
  • Il suono è stato paragonato alla musica di Björk, agli album di Tim Hecker e al film Nope di Jordan Peele
  • La NASA ha prodotto altre sonificazioni, spesso facendo suonare i dati come musica tradizionale

Entità

Artisti

  • Björk
  • Tim Hecker
  • Jordan Peele
  • Pippa Goldschmidt

Istituzioni

  • NASA
  • ArtReview
  • Chandra X-ray Observatory
  • James Webb space telescope

Luoghi

  • Perseus galaxy cluster

Fonti