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Nari Ward su razza, istituzioni e sogno americano

artist · 2026-04-27

L'artista di origine giamaicana Nari Ward (St. Andrew, 1963) discute di razzismo sistemico, istituzioni culturali e sogno americano in un'intervista con Artribune. Il suo lavoro, radicato nelle tradizioni dada e del readymade, affronta le divisioni di classe sotto il capitalismo. L'opera 'Peace Keeper' (1995, ricreata 2020) è presente in 'Grief and Grievance: Art and Mourning in America' al New Museum di New York (fino al 6 giugno 2021). Ward critica la recente attenzione alle questioni razziali, notando che dopo il movimento per i diritti civili la società è tornata a una 'normalità' che non è giustizia. Attribuisce alla pandemia di COVID-19 lo smantellamento della finzione del sogno americano, spingendo le persone a chiedersi cosa conta davvero. Sostiene che le istituzioni culturali dovrebbero favorire conversazioni tra vicini, ma spesso riflettono realtà segregate. Riguardo alla sua opera iconica 'We the People' (che usa lacci per scarpe per comporre le parole iniziali della Costituzione), Ward spiega di aver voluto far riesaminare agli spettatori frasi familiari; ha scoperto che una traduzione araba manca dello stesso senso di appartenenza. Sul rischio di tokenismo, Ward dice che potrebbe essere inevitabile prima che una gamma più ampia di artisti possa essere valutata. Critica i musei per essere eccessivamente cauti, citando la cancellazione di una mostra di Philip Guston, e esorta le istituzioni a dare priorità all'istruzione rispetto alla curatela.

Fatti principali

  • Nari Ward è nato a St. Andrew, Giamaica, nel 1963.
  • La sua opera 'Peace Keeper' (1995, ricreata 2020) è in 'Grief and Grievance: Art and Mourning in America' al New Museum di New York, fino al 6 giugno 2021.
  • La pratica di Ward si basa sulle tradizioni dada e del readymade.
  • Crede che la pandemia di COVID-19 abbia smantellato la finzione del sogno americano.
  • La sua opera 'We the People' usa lacci per scarpe per comporre le parole iniziali della Costituzione statunitense.
  • Ward ha scoperto che una traduzione araba di 'We the People' manca dello stesso senso di appartenenza.
  • Critica i musei per essere eccessivamente cauti, citando la cancellazione di una mostra di Philip Guston.
  • Ward sostiene che i dipartimenti educativi dei musei dovrebbero avere priorità rispetto a quelli curatoriali.

Entità

Artisti

  • Nari Ward
  • Philip Guston

Istituzioni

  • New Museum
  • Artribune
  • Lehmann Maupin

Luoghi

  • St. Andrew
  • Jamaica
  • New York
  • United States

Fonti