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Musei aperti di notte: una critica neoliberale

opinion-review · 2026-05-04

Dal 2005, i musei hanno sempre più spesso aperto di notte, una tendenza che è diventata un evento europeo nel 2018 con trenta città partecipanti. Marcello Faletra, in un editoriale su Artribune, critica questo fenomeno come un'imposizione neoliberale che trasforma i musei in supermercati culturali 24 ore su 24, cancellando la distinzione tra giorno e notte. Sostiene che le aperture notturne dei musei servono a catturare il pubblico notturno e gli insonni, non nel senso surrealista o di Walter Benjamin di sperimentazione creativa, ma come una forma di biopotere che allinea il tempo individuale alle richieste del mercato. Il museo diventa una piazza, estendendo il rumore della vita notturna e richiedendo un piccolo esercito di dipendenti per facilitare l'apprendimento, senza i quali le opere d'arte rimangono enigmi. Faletra collega questo allo slogan "chi dorme è un perdente" e al concetto di deregolamentazione, che smantella il tempo individuale per espandere il tempo del mercato. Fa anche riferimento alla formula "la scuola adotta un monumento" come inversamente proporzionale alla privatizzazione dei monumenti, che ora devono produrre rendimenti. L'articolo conclude che il museo 24 ore su 24 non lascia pace, poiché si adatta al ritmo incessante dei mercati.

Fatti principali

  • Dal 2005, i musei hanno aperto di notte.
  • Nel 2018, trenta città europee hanno partecipato alle aperture notturne dei musei.
  • Marcello Faletra ha scritto l'editoriale per Artribune Magazine #44.
  • L'editoriale critica le aperture notturne come neoliberali.
  • Faletra paragona i musei notturni a supermercati aperti 24 ore.
  • Viene invocata la frase 'chi dorme è un perdente'.
  • L'articolo collega le aperture notturne alla deregolamentazione e al biopotere.
  • Faletra fa riferimento alla formula 'la scuola adotta un monumento'.

Entità

Artisti

  • Marcello Faletra
  • Walter Benjamin

Istituzioni

  • Artribune

Fonti