I musei di fronte ai dilemmi etici mentre l'arte digitale prende di mira gli sponsor aziendali
Il mondo dell'arte digitale è sempre più critico nei confronti dei giganti tecnologici come Amazon e Google, che da piattaforme innovative si sono trasformati in poteri monopolistici. Un performance-workshop al festival Transmediale di Berlino intitolato 'Google Fuck Off!' esemplifica questa reazione. L'artista hacker italiano Paolo Cirio aggiorna progetti come Daily Paywall, che esponeva informazioni sensibili dal Financial Times e dal Wall Street Journal, ora riaperto sotto nuova proprietà. I musei che espongono net art si trovano ad affrontare conflitti politico-economici che vanno oltre le tradizionali controversie estetiche, poiché le opere sfidano la segretezza delle informazioni, la riservatezza bancaria e i segreti di Stato. Ciò solleva la domanda: come reagiranno i musei quando gli artisti attaccano le fonti di finanziamento private su cui molte istituzioni fanno affidamento?
Fatti principali
- Un performance-workshop al festival Transmediale di Berlino era intitolato 'Google Fuck Off!'
- Paolo Cirio è un artista hacker italiano che aggiorna progetti come Daily Paywall
- Daily Paywall in precedenza divulgava informazioni dal Financial Times e dal Wall Street Journal
- Il progetto sta riaprendo sotto nuova proprietà
- La net art ora prende di mira la segretezza delle informazioni, la riservatezza bancaria e i segreti di Stato
- I musei affrontano conflitti politico-economici anziché solo etico-estetici
- L'articolo si chiede come risponderanno i musei quando gli artisti attaccano i loro sponsor privati
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune Magazine #42 da Lorenzo Taiuti
Entità
Artisti
- Paolo Cirio
- Lorenzo Taiuti
Istituzioni
- Transmediale
- Artribune
- Financial Times
- Wall Street Journal
Luoghi
- Berlin
- Germany