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Il multiculturalismo e gli artisti neri rimodellano il mondo dell'arte

opinion-review · 2026-04-26

La lista Power 100 di ArtReview del 2024 include undici figure nere tra i primi venti, segnalando uno spostamento verso una leadership multiculturale. Le prossime grandi mostre come la Biennale di Venezia (guidata dall'ex team di Koyo Kouoh) e Documenta (curata da Naomi Beckwith) riflettono questa tendenza. L'articolo traccia le radici intellettuali di questo movimento nella French Theory, Homi Bhabha e pensatori decoloniali, citando mostre chiave come Magiciens de la Terre (1989). Evidenzia artisti neri come Yinka Shonibare, Steve McQueen, Theaster Gates, Simone Leigh e Otobong Nkanga come beneficiari di questo cambiamento. Il testo critica la reazione dell'era Trump contro le università d'élite e il multiculturalismo, inquadrando il momento attuale come un movimento verso un'estetica cooperativa, come visto in Documenta Fifteen e Sharjah 2025. Nota l'ascesa della creolizzazione e delle prospettive indigene nella teoria dell'arte, citando Achille Mbembe e Anna L. Tsing. L'articolo conclude che mentre alcuni artisti bianchi come Joseph Kosuth potrebbero essere marginalizzati, la scena artistica globale è sempre più diversificata, con nuovi hub espositivi negli Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, India, Cina e Giappone.

Fatti principali

  • La lista Power 100 di ArtReview del 2024 include undici figure nere tra i primi venti.
  • Solo tre dei primi venti sono bianchi.
  • La prossima Biennale di Venezia sarà guidata dallo staff del defunto Koyo Kouoh.
  • La prossima Documenta sarà curata da Naomi Beckwith del Guggenheim.
  • La mostra Magiciens de la Terre si è tenuta al Centre Pompidou nel 1989.
  • Documenta Fifteen (2022) e Sharjah 2025 hanno enfatizzato l'estetica cooperativa.
  • Okwui Enwezor ha curato Documenta 11 nel 2002 e la Biennale di Venezia nel 2015.
  • Steve McQueen ha trasformato lo Schaulager di Basilea in uno spazio di meditazione con luci al neon e jazz/blues nell'estate 2025.

Entità

Artisti

  • Koyo Kouoh
  • Naomi Beckwith
  • Sheika Hoor Al Qasimi
  • Sheikha Al-Mayassa Bint Hamad Bin Khalifa Al Tani
  • Homi Bhabha
  • Saskia Sassen
  • Arundati Roy
  • Amartya Sen
  • Oswald de Andrade
  • Edouard Glissant
  • Martin Luther King
  • Malcom X
  • Angela Davis
  • bell hooks
  • Toni Morrison
  • Renée Green
  • Salah Hassan
  • Donna Haraway
  • Isaac Julien
  • Saidiya Hartman
  • Achille Mbembe
  • Anna L. Tsing
  • Yinka Shonibare
  • Steve McQueen
  • Theaster Gates
  • Simone Leigh
  • Mark Bradford
  • Precious Okoyomon
  • John Akomfrah
  • El Anatsui
  • Ibrahim Mahama
  • Carrie Mae Weems
  • Kerry James Marshall
  • Otobong Nkanga
  • Clement Greenberg
  • Nan Goldin
  • Joseph Kosuth
  • Okwui Enwezor
  • Jean-Hubert Martin
  • Silvère Lotringer
  • Angela Vettese
  • Frances Stonor Saunders
  • Judy Mary Cénat
  • Peter Zeihan

Istituzioni

  • ArtReview
  • Venice Biennale
  • Documenta
  • Guggenheim
  • Harvard
  • MIT
  • Semiotext(e)
  • October
  • Artforum
  • Centre Pompidou
  • Columbia University
  • Cornell University
  • University of California Santa Cruz
  • MoMA
  • Schaulager Basel
  • Apple
  • CIA
  • Artribune
  • Amazon
  • Fazi
  • Meltemi
  • Sperling & Kupfer
  • Algre
  • W. W. Norton & Company
  • Marietti
  • Stanford University Press
  • Harper Business
  • Palazzo Te

Luoghi

  • United States
  • Boston
  • Paris
  • France
  • Basel
  • Switzerland
  • Sharjah
  • United Arab Emirates
  • Qatar
  • Venice
  • Italy
  • China
  • India
  • Japan
  • Saudi Arabia
  • Africa
  • Brazil
  • South Africa

Fonti