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MSCHF su umorismo, scappatoie e la loro nuova mostra ART2 da Perrotin

exhibition · 2026-04-24

MSCHF, il collettivo artistico americano noto per progetti irriverenti come Big Red Boots e Key4All, discute i propri metodi e motivazioni in un'intervista con ArtReview. Il duo dietro il collettivo, Kevin Wiesner e Lukas Bentel, sottolinea che l'umorismo è uno strumento serio per coinvolgere il pubblico, non uno scherzo. La loro mostra attuale alla galleria Perrotin di Los Angeles, intitolata ART2, presenta opere come Met's Sink of Theseus (2024), un lavandino in resina fusa con rubinetteria sostituita da un bagno del Metropolitan Museum of Art, e Candy Airpods (2024). La mostra include anche imitazioni microscopiche di borse firmate e dipinti come Muralangelo (2024), dove il David di Michelangelo si trasforma in Lonesome Cowboy di Murakami. MSCHF rifiuta l'etichetta di 'burlone' e si concentra invece sullo sfruttamento di scappatoie legali e culturali, spesso con l'aiuto del loro avvocato John Belcaster. Citano influenze come Maurizio Cattelan, Dunne & Raby, DIS magazine e K-Hole. Il collettivo dà priorità alla portata del pubblico rispetto al contenimento in galleria, avendo costruito 300 siti web e utilizzato piattaforme come Venmo e T-Mobile prima di essere bandito. Considerano la viralità uno strumento, non un fine, e mirano all'accessibilità di massa. L'intervista rivela il loro ethos 'make it shittier' come abbreviazione per semplificare le idee e preservare i concetti fondamentali. ART2 è in corso fino al 1 giugno presso Perrotin, Los Angeles.

Fatti principali

  • La mostra ART2 di MSCHF è alla galleria Perrotin di Los Angeles fino al 1 giugno.
  • Met's Sink of Theseus (2024) è un lavandino con rubinetteria sostituita da un bagno del Metropolitan Museum of Art.
  • Il collettivo include Kevin Wiesner e Lukas Bentel come chief creative officer.
  • MSCHF è stato bandito da Venmo e T-Mobile per progetti riguardanti il finanziamento di campagne elettorali e riferimenti alla droga.
  • Hanno costruito 300 siti web per ospitare i loro progetti in modo indipendente.
  • Le influenze includono Maurizio Cattelan, Dunne & Raby, DIS magazine e K-Hole.
  • Il loro avvocato John Belcaster li aiuta a navigare le scappatoie legali.
  • La frase 'make it shittier' è usata internamente per semplificare e concentrarsi sui concetti fondamentali.

Entità

Artisti

  • Kevin Wiesner
  • Lukas Bentel
  • Maurizio Cattelan
  • Fernando Botero
  • Michelangelo
  • Takashi Murakami

Istituzioni

  • MSCHF
  • Perrotin
  • ArtReview
  • Metropolitan Museum of Art
  • Venmo
  • T-Mobile
  • Dunne & Raby
  • DIS magazine
  • K-Hole

Luoghi

  • Los Angeles
  • United States

Fonti