La performance ibrida [ÒDIO] del collettivo Motus esplora l'odio attraverso Frankenstein e interviste ai giovani
Da oltre tre decenni, il gruppo teatrale Motus, sotto la direzione di Daniela Nicolò e Enrico Casagrande, ha prodotto [ÒDIO], una performance unica definita come "film performativo". Questo lavoro costituisce il secondo capitolo di un progetto iniziato con A Love Story, entrambi ispirati al Frankenstein di Mary Shelley. Le riprese si sono svolte in Calabria nel 2025, utilizzando un copione situazionista. L'opera, descritta come uno "spettacolo Frankenstein", presenta una struttura frammentata con schermi multipli, passando dai ghiacci artici a un paesaggio distopico. Include interviste a giovani provenienti da diversi contesti sociali. Nicolò ha osservato che i partecipanti hanno sperimentato un'abbondanza di amore. Il prossimo progetto di Motus, Jolly Roger di Bruna Bonanno, debutterà alla Biennale Teatro di Venezia il 17 e 18 giugno 2026.
Fatti principali
- Il nuovo lavoro [ÒDIO] del collettivo Motus è un "film performativo" ibrido che esplora l'odio.
- Costituisce il secondo movimento di un progetto ispirato al Frankenstein di Mary Shelley, dopo A Love Story.
- Daniela Nicolò e Enrico Casagrande guidano il collettivo da oltre trent'anni.
- Le riprese si sono svolte in Calabria nel 2025 utilizzando un approccio situazionista.
- La performance presenta una narrativa frammentata su schermi multipli in un'ambientazione apocalittica.
- Una componente documentaristica include interviste ad adolescenti di vari contesti sociali.
- Il prossimo progetto, Jolly Roger di Bruna Bonanno, debutta alla Biennale Teatro di Venezia il 17-18 giugno 2026.
- Motus gestisce iniziative come Supernova e Casa Motus per sostenere un ecosistema artistico decentralizzato.
Entità
Artisti
- Daniela Nicolò
- Enrico Casagrande
- Mary Shelley
- Seyda Kurt
- Bruna Bonanno
- Noemi Ruggeri
Istituzioni
- Motus
- Artribune
- Biennale Teatro di Venezia
Luoghi
- Calabria
- Italy
- Venice