Riflessione editoriale sui 'Saggi' di Montaigne: il pentimento di sé
Un editoriale di artpress (settembre 2007) presenta un passo dei 'Saggi' di Montaigne (edizione Pléiade-Gallimard, pagina 64, con una nota di lettura di Jacques Henric). Il testo esplora il raro pentimento e l'autocompiacimento dell'autore, distinguendo tra una persona istruita e una veramente capace. Montaigne afferma che il suo libro e lui sono inseparabili, e giudicare l'uno significa giudicare l'altro. Riflette sulla difficoltà di mantenere l'ordine nella vita privata, dichiarando che vivrebbe allo stesso modo, senza rimpiangere il passato né temere il futuro. Critica l'idea di saggezza come un disgusto aspro per le cose presenti, che raggrinzisce la mente più del viso. Prova piacere nell'essere preservato dal contagio di un'epoca corrotta, ritenendosi colpevole di nessuna afflizione, vendetta, invidia, offesa pubblica, novità, disturbo o parola infranta. Conclude di avere le proprie leggi e il proprio tribunale per giudicare se stesso.
Fatti principali
- Editoriale pubblicato su artpress, settembre 2007
- Presenta un passo dei 'Saggi' di Montaigne
- Edizione: Pléiade-Gallimard
- Pagina 64 con nota di lettura di Jacques Henric
- Montaigne afferma di pentirsi raramente
- Dice che il suo libro e lui sono inseparabili
- Vivrebbe di nuovo allo stesso modo se ne avesse la possibilità
- Si sente preservato dal contagio di un'epoca corrotta
Entità
Artisti
- Montaigne
- Jacques Henric
Istituzioni
- artpress
- Gallimard
Fonti
- artpress —