Chiara Bernasconi del MoMA sulla strategia digitale e la rilevanza dei musei
Chiara Bernasconi, veterana di nove anni al Museum of Modern Art di New York, discute il ruolo cruciale della comunicazione e dello sviluppo digitale nei musei. Sostiene che i musei devono integrare esperienze online e offline per coinvolgere una cultura ibrida, citando l'opinione di Paola Antonelli secondo cui viviamo in un 'minestrone' di regni digitali e fisici. Bernasconi sottolinea che la strategia digitale è ora essenziale per qualsiasi piano strategico museale, sebbene il termine 'digitale' possa diventare obsoleto. Evidenzia la necessità di una programmazione incentrata sull'utente, sia nelle gallerie che online, per attrarre pubblici diversi. Per i comunicatori sui social media, la passione per i contenuti e le capacità narrative sono più importanti delle competenze tecniche. Bernasconi affronta anche il ruolo politico dei musei, notando che il MoMA si è opposto al divieto di viaggio di Trump e che le decisioni curatoriali sono intrinsecamente politiche. Raccomanda 'The Participatory Museum' di Nina Simon come risorsa chiave per ripensare le gerarchie museali e la collaborazione.
Fatti principali
- Chiara Bernasconi lavora al MoMA da nove anni.
- La strategia digitale è ora essenziale per qualsiasi piano strategico museale.
- Paola Antonelli ha descritto la cultura contemporanea come un 'minestrone' di digitale e fisico.
- Il MoMA si è opposto al divieto di viaggio di Trump.
- Bernasconi raccomanda 'The Participatory Museum' di Nina Simon.
- I comunicatori sui social media necessitano di capacità narrative più che competenze tecniche.
- Il termine 'digitale' potrebbe diventare obsoleto.
- I musei hanno il dovere di comunicare dissenso contro posizioni politiche ingiuste.
Entità
Artisti
- Paola Antonelli
- Chiara Bernasconi
- Silvio Salvo
- Nancy Proctor
- Nina Simon
- Maria Elena Colombo
Istituzioni
- MoMA
- Artribune
Luoghi
- New York
- United States