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La campagna di sensibilizzazione del MOCA del 2001 criticata come stupidità concettuale

opinion-review · 2026-04-23

Nel 2001, il Museum of Contemporary Art (MOCA) di Los Angeles ha lanciato una campagna pubblicitaria su larga scala in collaborazione con TBWA/Chiat/Day per migliorare la propria immagine di marca. La campagna ha saturato spazi urbani e media—cartelloni pubblicitari, TV, tappetini per mouse, giornali e biglietti d'invito—con messaggi criptici come 'Public Perception (Work in Progress), 2001' e 'People Scurrying About in a Windowless Structure, 2001'. Il critico James Scarborough, scrivendo per artpress, ha stroncato l'iniziativa definendola oscillante tra suicidio commerciale e stupidità concettuale. Ha sostenuto che gli annunci non erano né divertenti, né stimolanti, né informativi, non riuscendo a spiegare le mostre o ad attrarre nuovo pubblico. Scarborough ha notato che il tono esoterico e ironico della campagna ha solo rafforzato gli stereotipi negativi sul MOCA come distante e incomprensibile. L'ha paragonata sfavorevolmente alla campagna dell'iMac di Apple e ha suggerito che, sebbene potesse essere letta come uno scherzo concettuale—una collaborazione tra curatori e pubblicitari—la dicitura 'Courtesy of MOCA' ha minato ogni autoironia, affermando invece il possesso del paesaggio urbano. Scarborough ha concluso che la campagna equivaleva a un controllo del pensiero, inquinando l'ambiente intellettuale anziché migliorare la posizione del museo.

Fatti principali

  • Il MOCA ha lanciato una campagna pubblicitaria nel 2001 con TBWA/Chiat/Day.
  • La campagna includeva cartelloni, TV, tappetini per mouse, giornali e biglietti d'invito.
  • Gli annunci presentavano titoli come 'Public Perception (Work in Progress), 2001' e 'People Scuttling About in a Windowless Structure, 2001'.
  • Il critico James Scarborough ha definito la campagna 'stupida' e 'stupidissime'.
  • Scarborough ha sostenuto che gli annunci non erano divertenti, stimolanti o informativi.
  • Ha affermato che la campagna non è riuscita a spiegare le mostre o ad attrarre nuovo pubblico.
  • Scarborough ha paragonato la campagna sfavorevolmente a quella dell'iMac di Apple.
  • Ha suggerito che la campagna poteva essere letta come uno scherzo concettuale ma è stata minata dalla dicitura 'Courtesy of MOCA'.

Entità

Artisti

  • James Scarborough
  • Hans Haacke
  • Claes Oldenburg
  • George Segal
  • Ed Kienholz
  • Jonathan Swift

Istituzioni

  • Museum of Contemporary Art (MOCA)
  • TBWA/Chiat/Day
  • artpress

Luoghi

  • Los Angeles
  • USA

Fonti