I ritratti fotocollage di Mobolaji Ogunrosoye sfidano il riconoscimento facciale e le assunzioni sull'identità
Mobolaji Ogunrosoye crea ritratti fotocollage stratificati che oscurano deliberatamente le espressioni facciali per mettere in discussione la capacità della fotografia di catturare la personalità. La sua serie Portraits (2022–) include Zara, One Within the Other (2025), che combina tre ritagli fotografici in bianco e nero per formare un volto composito con spazi vuoti e sovrapposizioni intenzionali. L'artista fotografa i soggetti, poi stampa le immagini su carte diverse, a volte utilizzando granuli di caffè per il colore e bruciando i bordi per creare un aspetto testurizzato simile alla pelle. Il lavoro di Ogunrosoye resiste a un'interpretazione facile, sfidando sia le tecnologie di riconoscimento facciale che spesso interpretano erroneamente i tratti afrocentrici, sia le pratiche pseudoscientifiche storiche come la fisiognomica. I ritratti evidenziano come le fotografie nella società contemporanea—dai profili dei social media alle immagini dei passaporti—sostituiscano la presenza fisica, fungendo persino da sostituti funerari in alcune comunità del sud-est della Nigeria quando i corpi sono assenti. La serie di autoritratti African Spirits (2008) di Samuel Fosso, in cui impersona figure della liberazione nera, dimostra come le apparenze possano essere manipolate, ma l'approccio stratificato di Ogunrosoye enfatizza invece ciò che rimane invisibile. La sua tecnica costringe gli spettatori a riconsiderare le assunzioni fatte quando si guardano i volti, suggerendo che la vera identità esiste al di là della rappresentazione superficiale.
Fatti principali
- Mobolaji Ogunrosoye crea ritratti fotocollage che oscurano intenzionalmente le espressioni facciali
- La sua serie Portraits (2022–) include Zara, One Within the Other (2025)
- I ritratti combinano tre ritagli fotografici in bianco e nero stratificati con spazi vuoti intenzionali
- Ogunrosoye stampa le immagini su carte diverse, a volte utilizzando granuli di caffè e bordi bruciati
- Il lavoro sfida le tecnologie di riconoscimento facciale che spesso interpretano erroneamente i tratti afrocentrici
- L'artista fa riferimento alla serie di autoritratti African Spirits (2008) di Samuel Fosso
- Le fotografie possono sostituire la presenza fisica, persino nelle pratiche funerarie nel sud-est della Nigeria
- Il lavoro appare nel numero di novembre 2025 di ArtReview
Entità
Artisti
- Mobolaji Ogunrosoye
- Samuel Fosso
- Frida Orupabo
Istituzioni
- ArtReview
Luoghi
- Nigeria
- southeastern Nigeria