La 'mOTHERTONGUE' di Mithu Sen sfida il linguaggio eurocentrico e le strutture coloniali all'ACCA di Melbourne
La mostra di Mithu Sen intitolata 'mOTHERTONGUE' è attualmente in esposizione all'Australian Centre for Contemporary Art (ACCA) di Melbourne dal 22 aprile al 18 giugno. Questa rassegna sfida i modi di comunicazione eurocentrici in molteplici campi e include performance, video, sculture e disegni realizzati negli ultimi vent'anni. Sen mette in discussione i linguaggi restrittivi che colpiscono rifugiati e artisti, come esemplificato dalla sua opera 'Un-acknowledgement' (2023), che segna il suo allontanamento dall'inclusività performativa. La mostra è strutturata come una mappa mentale su pareti grigio scuro e presenta opere significative come 'Be beyond being' (2021) e 'Contracts #2 #3 #6 #8 #11 #17 #21 #24' (2018–23). Critica l'impatto del linguaggio eurocentrico sul colonialismo e sulle dinamiche migratorie.
Fatti principali
- La mostra 'mOTHERTONGUE' di Mithu Sen è all'ACCA di Melbourne dal 22 aprile al 18 giugno.
- La rassegna include performance, video, sculture e disegni degli ultimi due decenni.
- Sen usa il prefisso 'un' per sovvertire i linguaggi che definiscono rifugiati, migranti e artisti.
- Il video a otto canali 'Be beyond being' (2021) documenta Sen che interrompe lezioni all'Università di Yale tramite Zoom.
- Contracts #2 #3 #6 #8 #11 #17 #21 #24 (2018–23) replica il formato della carta bollata non giudiziaria indiana.
- 'Unlynching: You never one piece' (2017) contiene oggetti per ogni anno dalla Partizione dell'India del 1947.
- 'UnMYthU: UnKIND(s) Alternatives' (2018) è un'installazione di quasi 4m x 12m con corpi scheletrici e immagini politiche.
- 'Alexa' (2018) mostra Sen che interroga l'IA Alexa di Amazon in un dialetto inventato e in inglese.
Entità
Artisti
- Mithu Sen
Istituzioni
- Australian Centre for Contemporary Art
- Yale University
- Amazon
Luoghi
- Melbourne
- Australia
- India
- Kerala