Miet Warlop sul Padiglione Belga alla Biennale di Venezia
La regista belga Miet Warlop, nota per le sue opere teatrali che fondono performance, musica e rituali di esaurimento, è la prima regista donna a curare il Padiglione Belga alla Biennale di Venezia. La sua installazione, intitolata 'It never SSST' (fiammingo per 'shh' o 'pst'), esplora i temi dell'attività incessante e dell'esaurimento collettivo. L'opera presenta sei performer, uno scultore che congela periodicamente l'azione per creare sculture in altorilievo, un programma radiofonico di otto ore prodotto con il musicista Micha Volders, e numerosi oggetti con parole. Warlop mira a creare uno spazio di raccolta e riflessione sulle crisi attuali, traendo parallelismi con le performance di resistenza del periodo tra le due guerre. Crede che l'arte performativa possa affrontare le ansie contemporanee in modo più diretto rispetto all'arte visiva statica. La selezione del Padiglione Belga riflette un cambiamento verso il riconoscimento della performance come mezzo vitale per il momento presente.
Fatti principali
- Miet Warlop è la prima regista donna a curare il Padiglione Belga alla Biennale di Venezia.
- La sua installazione si intitola 'It never SSST'.
- L'opera include sei performer, uno scultore, un programma radiofonico di otto ore e oggetti con parole.
- Il programma radiofonico è stato prodotto con il musicista Micha Volders.
- Il lavoro precedente di Warlop 'One Song' era un requiem per il fratello defunto.
- Il Belgio, in particolare Bruxelles e le Fiandre, è rinomato per le arti performative da circa 40 anni.
- La selezione del Padiglione Belga è stata influenzata dall'attuale bisogno di presenza e assemblea.
- Warlop si descrive come un'artista visiva che si è persa nel teatro.
Entità
Artisti
- Miet Warlop
- Micha Volders
Istituzioni
- Belgian Pavilion
- Venice Biennale
- Hebbel am Ufer (HAU)
Luoghi
- Brussels
- Flanders
- Belgium
- Venice
- Berlin
- Germany